Descrizione:Dal momento che non ci sono pervenuti trattati sulla gestione dello stato, né testi che illustrino il significato dei titoli attribuiti ai funzionari o il loro cursus honorum, la ricostruzione della struttura della società e dell’amministrazione egizia può essere effettuata solo sulla base di un’analisi comparata di molteplici casi specifici illustrati da documenti di natura pratica; su testi che narrano attività specifiche compiute dai funzionari o che alludono ai loro compiti; sulla base delle liste dei titoli di cui questi si fregiavano, che riflettono il loro ruolo professionale o la loro posizione sociale.
Tipologia:Università
Testo completo:Dal momento che non ci sono pervenuti trattati sulla gestione dello stato, né testi che illustrino il significato dei titoli attribuiti ai funzionari o il loro cursus honorum, la ricostruzione della struttura della società e dell’amministrazione egizia può essere effettuata solo sulla base di un’analisi comparata di molteplici casi specifici illustrati da documenti di natura pratica; su testi che narrano attività specifiche compiute dai funzionari o che alludono ai loro compiti; sulla base delle liste dei titoli di cui questi si fregiavano, che riflettono il loro ruolo professionale o la loro posizione sociale. L’archeologia può aiutare a recuperare dati socio-economici, relativi all’immagazzinamento dei beni, alle costruzioni, alle spedizioni, ma anche alla struttura stessa della società, partendo dall’analisi delle necropoli ma ancor più delle abitazioni, che esplicitano una chiara stratificazione sociale.
Un’esemplificazione delle classi che formavano la società egizia si può trarre dall’Onomasticon di Amenope, una lista di nomi risalente alla fine della XX dinastia, ma attestata solo su papiri databili agli inizi della XXI, che comprende un lungo elenco di titoli portati dai funzionari e di denominazioni di professioni. Al di sotto, compaiono le definizioni della “gente”, egiziana e straniera, dell’uomo, nonché la menzione dello schiavo.
Capo assoluto dello stato era il faraone. Definire i sovrani egizi anteriori alla XVIII dinastia con questo termine è un anacronismo, dal momento che questo appellativo, che significava in origine “Grande Casa” e faceva allusione al palazzo reale, fu applicato al re soltanto a partire dal XV secolo a.C. Il faraone rappresentava la massima autorità in ogni settore amministrativo, benché in pratica delegasse la gestione del Paese ai suoi funzionari. Era lui che li eleggeva, e da loro dipendeva, per il buon funzionamento dello Stato. Al faraone, che impersonava lo stato ed era garante del mantenimento dell’ordine cosmico e della giustizia, spettavano le decisioni relative alle più importanti questioni economiche, militari e religiose. Il faraone aveva il compito di nominare il funzionario dello stato più alto in grado, comunemente definito con il termine turco di “visir”, responsabile di tutta l’amministrazione dello Stato, di cui rispondeva direttamente al re.
Il titolo di visir è attestato sin dall’epoca di Narmer, ma indicava in origine funzioni meno ampie di quelle che lo caratterizzeranno a partire dalla IV dinastia, quando venne attribuito a membri della famiglia reale. Questi ricoprivano le più alte cariche dello stato, tra cui quelle di “Soprintendente ai lavori” e “Soprintendente ai tesori”, che potranno in seguito essere assunte da persone diverse. Il visir era il rappresentante amministrativo del re ed il responsabile della gestione dei beni dello Stato, degli affari legali, degli archivi, dell’irrigazione. Agli inizi della XVIII dinastia, il re continuava ufficialmente a nominare il visir, e poteva destituirlo, anche se in realtà il titolo etra trasmesso per via ereditaria.
Nel Nuovo Regno, la carica venne divisa in un visirato del nord, per il Delta, e un visirato del sud, per la Valle. Verso la fine di questo periodo, i poteri del visir furono eclissati da quelli del sommo sacerdote di Amon.
Tra la fine della IV e l’inizio della V dinastia, si assiste ad un’espansione nel numero delle cariche, cui corrisponde l’ingresso, anche ai livelli amministrativi più elevati, di funzionari non di sangue reale. Nel periodo centrale della V dinastia, si assiste ad una riorganizzazione dello Stato, alla specificazione dell’area d’influenza delle singole cariche e ad una crescita considerevole dei titoli in uso. Ciò corrisponde ad un aumento dei funzionari, come prova l’espansione delle necropoli della V dinastia.