Scheda Appunto MP3
Therese Raquin - Emile Zola
- Abstract:La storia inizia con un flashback: dalla bottega nella galleria del Pont Neuf, Parigi, ci si sposta a Vernon, a sessanta chilometri dalla capitale, per conoscere alcuni episodi del passato dei tre che occupano la merceria. Si viene così a sapere che Thérèse è stata consegnata a mamma Raquin dal fratello di quest’ultima che, di ritorno con l’esercito dall’Africa, l’aveva portata con sé visto che sua madre era morta.
- Tipologia:Superiori
- Durata:11 min 6 sec
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- Descrizione:La storia inizia con un flashback: dalla bottega nella galleria del Pont Neuf, Parigi, ci si sposta a Vernon, a sessanta chilometri dalla capitale, per conoscere alcuni episodi del passato dei tre che occupano la merceria. Si viene così a sapere che Thérèse è stata consegnata a mamma Raquin dal fratello di quest’ultima che, di ritorno con l’esercito dall’Africa, l’aveva portata con sé visto che sua madre era morta. Mamma Raquin la tratta come una figlia e le vuole tanto bene quanto ne vuole al figlio Camille. I due fanciulli crescono insieme nella casa che mamma Raquin ha comperato dopo aver chiuso il negozio come se fossero fratello e sorella e quando mamma Raquin decide di farli sposare, nessuno dei due si scandalizza o è particolarmente felice, ma si limitano ad aspettare un evento inevitabile. Subito dopo il matrimonio Camille decide di trasferirsi a Parigi. Così la madre, non avendo motivi particolari per contraddire il figlio, si impegna a trovare una collocazione nella capitale. Giunti a Parigi, i Raquin si sistemano in una galleria piuttosto malconcia e trasandata e aprono una merceria in cui lavorano mamma Raquin e Thérèse, mentre Camille trova un impiego nelle ferrovie. Ed è proprio questa la bottega, posta sotto l’abitazione dei tre protagonisti, che viene descritta all'inizio del libro. Nella capitale i Raquin prendono subito un’abitudine: ricevere, ogni giovedì sera, degli ospiti per discutere amichevolmente e giocare a domino. È così che conoscono Michaud, che in realtà era una vecchia conoscenza di mamma Raquin, suo figlio Olivier con la moglie Suzanne, e Grivet, un superiore di Camille. La compagnia passa delle piacevoli serate. C'è però qualcuno che è un po’ meno entusiasta di questi ritrovi: Thérèse. Ella infatti ogni giovedì sera si inventa un pretesto pur di non prendere parte al “divertimento” e quando non vi riesce partecipa al gioco con indifferenza, irritando Camille. Un giovedì però Camille porta con sé Laurent, suo collega e vecchio amico, un uomo vigoroso che stupisce e attrae Thérèse, la quale non aveva mai visto da vicino né tanto meno conosciuto un uomo vero e proprio, ma era abituata a Camille, flaccido e malaticcio. Laurent inizia a passare sempre più tempo con i Raquin, nella bottega e spesso nella loro abitazione. Il giovedì sera diventa piacevole anche per Thérèse, che trascorre questa serate ammirando il suo nuovo conoscente e facendogli capire il suo interesse per lui. Laurent si accorge dell’atteggiamento della moglie dell’amico e, anch’egli affascinato, trova un motivo in più per trascorrere il tempo in casa Raquin. I due iniziano un rapporto segreto, che li coinvolge e che diventa, per Thérèse, una della poche soddisfazioni che la vita le offre. A lungo andare però il dover tenere nascosta la loro relazione infastidisce i due amanti: Camille è solo un intralcio, tratta la moglie come una semplice amica, ma nel contempo impedisce a chiunque, per il legame coniugale, di toccare Thérèse. Bisogna eliminarlo. I due giovani cominciano a meditare il modo di compiere il misfatto, scartando via via tutte le ipotesi per timore d’esser scoperti; alla fine riescono a trovare un metodo per liberarsi del loro fardello e, al momento propizio, il piano viene messo in atto. Un giorno Camille, Thérèse e Laurent fanno una gita in barca sulla Senna; Camille non sa nuotare, ma, fidandosi del suo robusto amico, accetta di buon grado la proposta. Quando la barca è in un punto ben riparato da occhi indiscreti, Laurent spinge l'amico verso l’acqua. Camille, ignaro della congiura, dapprima ride divertito pensando ad uno scherzo, ma quando l'amico spinge più forte, capisce che non sta scherzando e non può fare più nulla se non affondare i denti nel collo di Laurent, nel tentativo di aggrapparsi. Il suo sforzo è però vano e viene scaraventato nella Senna dove, in poco tempo, annega. All’arrivo dei soccorsi non c’è più nulla da fare e Laurent, conscio dell’inutilità del suo gesto, si tuffa alla ricerca dell’amico per sviare i sospetti. La polizia apre un’inchiesta sul caso, ma nessuno si sogna di dire che ad uccidere Camille sia stato il suo caro amico Laurent. Il caso viene dunque archiviato e Laurent, per considerarsi definitivamente salvo, deve fare ancora due cose: vedere il corpo dell’annegato per accertarsi che sia effettivamente morto e sposare Thérèse. Ogni mattina si reca all’obitorio sperando di trovare il cadavere disteso sulle lastre di marmo e, dopo alcuni giorni di tentativi vani, vede finalmente il corpo flaccido e cotto dall’acqua che fa bella mostra di sé da dietro il vetro. Rincuorato, torna a casa pensando che ormai il suo cammino sarà tutto in discesa, ma così non è: di giorno conduce una vita normale, lavora, mantiene le sue vecchie abitudini, fa mille smancerie e si preoccupa della salute di mamma Raquin per ingraziarsela; di notte cade letteralmente nel panico: è terrorizzato dall’idea che Camille possa tornare ed è convinto di avere il suo spettro sempre addosso, non riesce a prendere sonno, ha paura che quell’ammasso di carne putrefatta distesa sulla pietra fredda possa tornare e vendicarsi. Laurent pensa che la sua salvezza sia il matrimonio e che, in compagnia di Thérèse, non avrebbe più avuto paura. I due amanti preparano una messa in scena per far sì che siano i loro conoscenti a suggerirgli di sposarsi. Thérèse impersona la vedova che, abituata ad avere un uomo accanto, ora sente un enorme vuoto nella sua vita; mentre Laurent si mostra molto preoccupato per lei e per la salute di mamma Raquin. Michaud, per primo, propone alla vecchia Raquin di far risposare la figlia, indicandole come marito ideale proprio Laurent. La donna sembra soddisfatta dell’idea: Laurent le è molto caro e la sofferenza di Thérèse la mette in pena, così accetta la proposta di Michaud, il quale si reca subito dal giovane per sottoporgli l’idea, mentre lo stesso viene fatto con Thérèse. Entrambi si mostrano stupiti, ma convengono che il matrimonio potrebbe risolvere molti problemi. Vengono così celebrate le nozze. Ora che sono finalmente moglie e marito i due giovani si sentono realizzati ed entrambi pensano che sia giunta la fine delle loro sofferenze, ma così non è: la prima notte di nozze viene trascorsa ancora peggio di quelle precedenti. Laurent non si azzarda a sfiorare il corpo di Thérèse; la presenza dell’annegato si fa ancora più percettibile e nella camera di Thérèse c’è un ritratto che Laurent aveva fatto a Camille e che, se già di giorno e in piena luce era tutt’altro che bello e allegro, nella penombra della stanza assume le sembianze del corpo putrefatto dell’annegato, quasi come se egli stesse a guardare da dietro quella cornice. Le notti trascorrono tutte pressappoco nello stesso modo. Poi di colpo, una notte, in un impeto di rabbia e passione, Laurent tira Thérèse a sé e la bacia furiosamente, quasi obbligandola a fare lo stesso e a posare le sue labbra sulla cicatrice per alleviare il dolore, ma così non è: la ferita prende a bruciargli come non mai e lui allontana la moglie dal suo collo. Intanto mamma Raquin diventa sempre più vecchia, ogni giorno il tempo e il dolore le rosicchiano un po’ di vita dall’anima, ma lei non vuole morire. Purtroppo però con gli anni un altro male affligge la donna: una paralisi la inchioda alla sedia, impedendole perfino di parlare. Ma questo dispiacere non è nulla se confrontato a quello che le verrà dato dai suoi amati ragazzi: essi infatti, a mano a mano che mamma Raquin invecchia, fanno sempre meno caso alla sua presenza e si lasciano sfuggire qualche discorso di troppo. La vecchia viene così a sapere della vera fine di suo figlio Camille e vorrebbe scuotersi dall’immobilità cui è stata costretta per denunciare i due sposi, nei confronti dei quali prova ora un sentimento di odio e repulsione: è scossa da brividi interiori ogni volta che Thérèse le si avvicina per chiederle falso perdono o che Laurent la solleva per metterla a letto o a sedere. Un giovedì sera mamma Raquin tenta anche di far capire la terribile verità che le è stata svelata tracciando delle lettere, con estremo sforzo, sulla cerata del tavolo, ma dopo poche parole la forza le viene meno e ricade nell’abituale immobilità; gli ospiti formulano molteplici ipotesi su ciò che volesse dire la vecchia, ma nessuno pensa nemmeno lontanamente a ciò che ella voleva effettivamente dire: il delitto di Laurent è dunque destinato a rimanere segreto. La vita sta però diventando insopportabile per i due sposi e Thérèse decide di cercare un po’ di svago dandosi alla vita mondana; dopo aver dato fondo ai risparmi di mamma Raquin, ogni giorno esce di buon’ora e trascorre la giornata in giro per i bistrot con altri uomini, ma ben presto Laurent la scopre e la loro situazione coniugale si fa ancora più tesa: per ogni inezia scoppia una lite, che nella maggior parte dei casi si conclude con Laurent che picchia la moglie, dando un piccolo godimento a mamma Raquin, che, dietro la sua maschera, si rasserenava vedendo soffrire la figlia. I due coniugi resistono ben poco in questo stato ed entrambi si preparano ad un altro delitto, escogitando il modo migliore per liberarsi del compagno. Laurent trova la soluzione in un veleno che sottrae a un suo amico che lavora in un laboratorio di chimica, mentre Thérèse, non preoccupandosi di non lasciar tracce, opta per un coltello ben affilato. Tutto è pronto e così, prima di coricarsi, i due sposi sono decisi a sferrare il colpo finale; Laurent messo il veleno nell’acqua e zucchero della moglie e questa, il coltello dietro la schiena, si trovano uno di fronte all’altra e contemporaneamente capiscono le loro intenzioni. Thérèse allora, rassegnata, dice che ormai è la fine, così non si può più vivere e, preso il bicchiere dalle mani di Lorenzo, beve metà del suo contenuto, porgendo l’altra al marito, che lo finisce. Mamma Raquin, intanto, sta a guardare, gioiosa. Muoiono così i due amanti, di una morte cruenta per mano l’uno dell’altro.
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