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Tipi di vulcano

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  • Descrizione: Per le loro caratteristiche i vulcano possono essere lineari, a condotto centrale, a scudo, di superfice e tettonica a zolle. Vulcani lineari Il vulcanismo lineare, è caratteristico delle dorsali oceaniche, ma può anche verificarsi sulla terraferma. I vulcani da spaccatura emettono grandi volumi di materiale fluido, che effondendosi ricopre vaste aree; eruzioni successive possono dar luogo alla formazione di piattaforme o plateau. Oggi i più classici vulcani di spaccatura si possono osservare in Islanda. Tale vulcanismo di spaccatura sulle superfici continentali ha interessato soprattutto le epoche geologiche passate, com'è rilevabile dai grandi plateau presenti su tutti i continenti.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Per le loro caratteristiche i vulcano possono essere lineari, a condotto centrale, a scudo, di superfice e tettonica a zolle.
    Vulcani lineari
    Il vulcanismo lineare, è caratteristico delle dorsali oceaniche, ma può anche verificarsi sulla terraferma. I vulcani da spaccatura emettono grandi volumi di materiale fluido, che effondendosi ricopre vaste aree; eruzioni successive possono dar luogo alla formazione di piattaforme o plateau. Oggi i più classici vulcani di spaccatura si possono osservare in Islanda. Tale vulcanismo di spaccatura sulle superfici continentali ha interessato soprattutto le epoche geologiche passate, com'è rilevabile dai grandi plateau presenti su tutti i continenti. Le effusioni basaltiche hanno formato, tra gli altri, il plateau del Deccan, nell'India centroccidentale, il bacino del Paraná, compreso fra Brasile meridionale, Argentina e Paraguay, il plateau della Columbia, negli Stati Uniti nordoccidentali, il Drakensberg Plateau in Sudafrica, e il plateau centrale dell'Isola del Nord della Nuova Zelanda.
     
    Vulcani a condotto centrale
    La maggior parte dell'attività vulcanica si manifesta in superficie; questo tipo di struttura dà origine ai cosiddetti vulcani a condotto centrale, che si presentano con due diverse tipologie: i vulcani conici e i vulcani a scudo.
    - Il vulcano conico a versanti ripidi si forma in seguito all'eruzione di materiali solidi, o piroclastici di varie dimensioni, dalle ceneri ai macigni. Il materiale, scagliato in aria da eruzioni esplosive, tende a ricadere nelle immediate vicinanze del cratere, lo sbocco esterno del condotto vulcanico. Esempio ben conosciuto di questo tipo di vulcano è il Paricutín, in Messico, che iniziò a eruttare improvvisamente in mezzo a un campo il 20 febbraio 1943, innalzando in sei giorni un cono di ceneri alto 150 m e raggiungendo, alla fine di quell'anno, quasi 440 metri.
    - Pochi vulcani però emettono solo materiale piroclastico, così da formare coni di sole ceneri; di solito, durante le eruzioni, fuoriesce anche lava, cosicché la struttura vulcanica risultante è spesso formata da strati sovrapposti di lava e materiale piroclastico. Questi vulcani sono detti vulcani compositi, o vulcani-strato e sono i vulcani più grandi e conosciuti, come lo Stromboli e il Vesuvio in Italia, il Popocatépetl in Messico, il Cotopaxi in Ecuador, il Kilimanjaro in Tanzania e lo stesso Fuji.
     
    Vulcani a scudo
    Il vulcano a scudo ha solitamente struttura allargata, con un diametro di base talora di parecchie decine di chilometri e versanti dall'inclinazione molto dolce, di solito inferiore ai 12°; generalmente si è formato in seguito a successive emissioni di lava basaltica fluida. I vulcani a scudo spesso hanno più di uno sbocco e presentano anche fessure lungo i loro fianchi, come nel caso dell'Etna, il più alto vulcano europeo, e dei grandi vulcani delle isole Hawaii. Queste isole sono costituite da un complesso di vulcani a scudo che si innalza dal fondo dell'oceano; il Mauna Loa, sull'isola di Hawaii, si eleva per oltre 10.000 m dal fondo oceanico.
     
    Vulcani di superficie e tettonica a zolle
    I vulcani che sorgono sulla superficie terrestre sono spesso situati in corrispondenza dei margini delle zolle in collisione. Quando due zolle convergono, il margine dell'una si inabissa al di sotto dell'altra, dirigendosi verso il mantello (lo strato di materiale semifuso che sta sotto la litosfera). Questo moto di subduzione ha come risultato finale la reincorporazione nel mantello del materiale che costituisce la litosfera. Talvolta i margini di zolla sono ambedue costituiti da litosfera di tipo oceanico; più spesso, uno di essi è costituito da litosfera oceanica e l'altro da litosfera continentale. Dato che la litosfera continentale è più dura e meno compatta, è quella oceanica ad andare in subduzione.
    Quando la crosta oceanica fonde in conseguenza del processo di subduzione, il magma formatosi risale verso l'alto lungo il piano di subduzione e alla fine viene eruttato in superficie, di solito sul lato interno, rispetto al continente, del margine della zolla. Questo processo fu alla base della formazione di estese catene montuose, come le Ande in Sud America e la cosiddetta Cordigliera nel Nord America, che comprende la Catena delle Cascate e le Montagne Rocciose. Quando il vulcanismo causato dalla subduzione avviene nell'oceano, si formano lunghe catene arcuate di isole vulcaniche, come il Giappone e le Filippine.
    La maggior parte delle zone di subduzione della Terra si trova lungo il bordo dell'oceano Pacifico, quiescenti o attivi esistenti sulla Terra. Essi formano una fascia conosciuta come "anello di fuoco", caratterizzata per lo più da intensa sismicità. L'anello di fuoco si estende lungo le Ande, la atka, le isole Cordigliera nordamericana, le isole Aleutine, la penisola di Kam Curili, il Giappone, le Filippine, la Nuova Guinea, le isole Salomone, la Nuova Caledonia, e la Nuova Zelanda.
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