Descrizione:Con la trascrizione fonetica rappresentiamo per iscritto la forma fonica di una parola, di una frase, di un testo, di un singolo fono utilizzando un alfabeto fonetico. La trascrizione fonetica può aver valore prescrittivo, come nei dizionari, se prescrive la pronuncia standard di una determinata lingua. Oppure può aver valore descrittivo: accade quando annotiamo graficamente il comportamento fonico di un parlante o di un gruppo di parlanti.
Tipologia:Università
Testo completo:Con la trascrizione fonetica rappresentiamo per iscritto la forma fonica di una parola, di una frase, di un testo, di un singolo fono utilizzando un alfabeto fonetico.
La trascrizione fonetica può aver valore prescrittivo, come nei dizionari, se prescrive la pronuncia standard di una determinata lingua. Oppure può aver valore descrittivo: accade quando annotiamo graficamente il comportamento fonico di un parlante o di un gruppo di parlanti.
La trascrizione fonetica per convenzione si pone fra parentesi quadre []: ciò per evitare la confusione fra forme ortografiche e forme fonetiche.
Si indica l'accento con un apice prima della sillaba sul quale esso cade.
I “:” indicano che la vocale è allungata.
A seconda delle esigenze una trascrizione può essere ricca di dettagli o più approssimativa.
(trascrizione larga). Noi approfondiamo la trascrizione larga.
L'apparato fonatorio è l'insieme delle strutture anatomiche che l'uomo utilizza per parlare. I polmoni spingono il flusso d'aria verso i bronchi mediante l'espirazione (aria che va verso l'esterno), da qui l'aria passa alla trachea, poi alla laringe (individuabile al tatto e alla vista in corrispondenza del pomo d'Adamo). La laringe all'interno presenta due pliche, come due pieghe, dette pliche vocali. Le pliche vocali durante la normale respirazione rimangono separate, facendo passare liberamente l'aria. Durante la fonazione, invece, si contraggono e vengono a contatto l'una con l'altra occludendo o restringendo il passaggio.
Questa parte della laringe che comprende le pliche vocali o corde vocali è detta glottide. Poi l'aria passa dalla laringe nella faringe e dalla faringe alla bocca dove partecipano alla fonazione il velo del palato, l'ugola, la cavità orale (dal velo alle labbra), la lingua (radice, dorso, punta), il palato duro (andando dal velo ai denti troviamo palato posteriore, medio e anteriore), denti e labbra. Partecipano alla fonazione anche le cavità nasali. In ciascuno dei punti compresi fra la glottide e le labbra, al flusso d'aria può essere frapposto un ostacolo ottenendo rumori che costituiscono fisicamente i suoni del linguaggio.
Il luogo in cui viene articolato il suono è il 1° parametro per la classificazione dei suoni del linguaggio.
Il modo in cui viene articolato il suono, cioè la presenza del restringimento che si oppone al passaggio dell'aria è il 2° parametro per la classificazione dei suoni del linguaggio.
In base a questo secondo parametro abbiamo una prima grande opposizione fra i suoni del linguaggio:
- quelli prodotti senza frapposizione di ostacoli al passaggio dell'aria;
- quelli prodotti mediante frapposizione di ostacoli parziali o totali al passaggio dell'aria.
I suoni prodotti con vibrazione delle corde vocali sono detti “sonori”, quelli prodotti senza vibrazione sono detti “sordi”.