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Un clone famoso: la pecora Dolly

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  • Descrizione: Alla primavera del 1997 risale la prima vera clonazione, eseguita cioè mediante trasferimento di nucleo, di un mammifero, la famosa pecora Dolly, ottenuta al Roslin Institute di Edimburgo. L’animale fu ottenuto inoculando in una cellula uovo, privata del nucleo, il nucleo di una cellula prelevata dalle mammelle; tale cellula fu stimolata a dividersi per mitosi mediante stimolazione elettrica; si ottenne un embrione di poche cellule che fu impiantato nell’utero di una pecora.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Alla primavera del 1997 risale la prima vera clonazione, eseguita cioè mediante trasferimento di nucleo, di un mammifero, la famosa pecora Dolly, ottenuta al Roslin Institute di Edimburgo. L’animale fu ottenuto inoculando in una cellula uovo, privata del nucleo, il nucleo di una cellula prelevata dalle mammelle; tale cellula fu stimolata a dividersi per mitosi mediante stimolazione elettrica; si ottenne un embrione di poche cellule che fu impiantato nell’utero di una pecora.
    La nascita di Dolly in realtà seguì una lunga serie di insuccessi: 277 tentativi furono compiuti prima dell’ottenimento di questa pecora e, in seguito, nessuna delle prove successive di clonazione di un mammifero adulto sembrò dare esito positivo.
    Alcuni ritennero che la riuscita di questa clonazione fosse da ritenersi fortuita e che la clonazione dei mammiferi fosse ancora di lontana realizzazione.
    Dolly è di fatto un clone, ma dire chi siano in realtà il padre e la madre, è difficile.
    Per creare questa pecora, infatti, hanno contribuito:
    - il nucleo estratto da una cellula adulta
    - il citoplasma di una cellula uovo ricevente precedentemente privato del proprio nucleo
    - l’utero di una pecora ospite, che ha cresciuto il piccolo durante la gestazione, fino al parto.
    L’eccezionalità di questo esperimento, oltre al numero di animali interessato, sta nell’aver utilizzato il nucleo proveniente da una cellula già specializzata, come quella di una mammella.
    Ma il merito più grande di Wilmut e colleghi, sta nell’essere riusciti a sincronizzare nucleo e citoplasma cosicché riescano a proseguire assieme lo sviluppo embrionale di una nuova vita. Nonostante ciò, sono sorti molti dubbi e molte incertezze, non si sa ancora, per esempio, se la vita di Dolly sarà uguale a quella di molte altre sorelle o se avrà un invecchiamento precoce; Dolly è il 20-25% più grande rispetto alla madre che ha fornito il DNA.
    Infine è doveroso ricordare un’ultima cosa: i mitocondri nel citoplasma hanno un ruolo che non è solo quello di produrre energia, possono procurare dei disordini genetici differenti da quelli ereditabili dal DNA nucleare.
    Nel caso di Dolly la madre che ha fornito il citoplasma ha donato anche i mitocondri, che di conseguenza sono differenti dal genoma nucleare.
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