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Valeriano

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  • Descrizione: L’impero sprofondava letteralmente nella crisi: i barbari si facevano sempre più minacciosi, e i regni dei vari imperatori sempre più brevi. Ma l’impero non era arrivato ancora al fondo della rovina. Fu infatti col regno di Valeriano, dal 253 al 260 d.C., che fu toccato il fondo. Questo sovrano apparteneva all’illustre aristocrazia; aveva percorso la carriera senatoria, ma tutto ciò non gli impedì di subire le critiche dei suoi colleghi.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: L’impero sprofondava letteralmente nella crisi: i barbari si facevano sempre più minacciosi, e i regni dei vari imperatori sempre più brevi. Ma l’impero non era arrivato ancora al fondo della rovina. Fu infatti col regno di Valeriano, dal 253 al 260 d.C., che fu toccato il fondo.
    Questo sovrano apparteneva all’illustre aristocrazia; aveva percorso la carriera senatoria, ma tutto ciò non gli impedì di subire le critiche dei suoi colleghi.
    Egli fu più sfortunato che male intenzionato.
    Gli assalti dei barbari investivano parecchi punti delle frontiere:
    - i Goti attaccarono la Grecia e l’Asia;
    - Franchi e Alamanni attaccarono la Gallia.
    Valeriano inviò contro di loro il figlio, già associato al potere, che li respinse. Ma fu in Oriente che si ebbero i più gravi danni: le truppe del re persiano Sapor si gettarono sulla provincia di Siria almeno in tre riprese.
    È certamente intorno al 260 che si ebbe la fase più tragica della crisi, durante la quale si assommavano usurpazioni e le invasioni dei barbari: in particolare gli Alamanni che invasero la Gallia minacciando l’Italia.
    L’umiliazione suprema si consumò quando l’imperatore Valeriano fu catturato dai Persiani e messo a morte nel 260; le sue spoglie furono esposte nelle principali città dell’Iran.
    Sapor si poté vantare delle sue imprese e di questa vittoria totale sui romani nella celebre iscrizione Res Gestae Divi Saporis, sul modello delle Res Gestae Divi Augusti.
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