Vie E Mezzi Di Comunicazione: Dai Sentieri Alle Autostrade - Podcast gratis Studenti.it
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Vie e mezzi di comunicazione: dai sentieri alle autostrade

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  • Descrizione: Sono sopravvivenze del passato i trasporti terrestri che utilizzano la semplice forza muscolare degli uomini o degli animali: i paesi arretrati e in regioni di difficile accesso la pista e il sentiero, segnati sul suolo dal ripetuto passaggio di uomini e animali, sono talvolta le uniche vie di comunicazione. L'utilizzazione degli animali da soma e da tiro presuppone l'addomesticamento. Il traffico con animali da soma è tipico delle zone montuose, dove la ruota manifesta i suoi "limiti geografici" non potendosi adattare alle eccessive pendenze; è poi diffuso nelle steppe dell'Asia Centrale, percorse da popoli cavalieri, e nelle zone subdesertiche del vecchio continente.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Sono sopravvivenze del passato i trasporti terrestri che utilizzano la semplice forza muscolare degli uomini o degli animali: i paesi arretrati e in regioni di difficile accesso la pista e il sentiero, segnati sul suolo dal ripetuto passaggio di uomini e animali, sono talvolta le uniche vie di comunicazione.
    L'utilizzazione degli animali da soma e da tiro presuppone l'addomesticamento. Il traffico con animali da soma è tipico delle zone montuose, dove la ruota manifesta i suoi "limiti geografici" non potendosi adattare alle eccessive pendenze; è poi diffuso nelle steppe dell'Asia Centrale, percorse da popoli cavalieri, e nelle zone subdesertiche del vecchio continente.
    Il traino a slitta è utilizzato in inverno nelle regioni nevose dell'Europa Orientale e sui ghiacci del Grande Nord con slitte trainate da cani.
    Nelle pianure europee si è diffuso il carro a quattro ruote; alla montagna si addice meglio il carro a due ruote, più leggero e più agile nelle curve strette.
    La strada si è affermata non solo come via per i trasporti, ma anche come fatto di dominio politico. La strada romana, finalizzata alla rapidità dei movimenti, andava per la linea più diretta, senza indulgere a deviazioni d'interesse locale. Il Medioevo ha in parte utilizzato le strade romane, variandone il tracciato per evitare gli impaludamenti, ed ha aperto nuove strade lungo le dorsali per servire i luoghi di sommità.
    Il debutto dell'automobile è avvenuto in un periodo in cui la circolazione stradale era trascurata, mentre tutti gli entusiasmi si riversavano sulla ferrovia, che aveva rivoluzionato i trasporti terrestri animando gli scambi internazionali di merci e gli spostamenti rapidi a lunga distanza. A partire dagli anni Trenta la costruzione di autostrade introduce nel paesaggio elementi imprevisti e stabilisce una nuova gerarchia tra i centri abitati sovvertendo i valori fondiari dei terreni attraversati. Le autostrade occupano decine di metri di larghezza. I cavalcavia, i sottopassaggi, gli svincoli e i "quadrifogli" delle vie di raccordo divorano superfici considerevoli e inseriscono nel paesaggio imponenti strutture di ferro e di cemento. L'autostrada crea attività indotte: essa richiede aree di servizio, stazioni di rifornimento, auto­grill e motels.
    A differenza delle strade tradizionali, le autostrade tagliano il corpo vivo del rilievo. Le vecchie strade si raccordavano al paesaggio; l'autostrada, invece, si isola dal contesto ambientale, che le rimane estraneo e soltanto in corrispondenza degli svincoli ha un effetto polarizzante. Nei paesi ad elevata densità automobilistica la rete stradale ordinaria è molto fitta e affollata: per evitare l'intasamento del traffico urbano sono stati costruiti intorno alle città gli anelli di circonvallazione e le tangenziali.
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