Descrizione:Il dramma teatrale si svolge tra Padova, Firenze e Roma, nel periodo in cui Galileo comincia a servirsi del cannocchiale da lui inventato e in cui comincia a rendere note le "prove" che, il sistema tolemaico era da respingere e da prendere, invece, come veritiero il sistema copernicano. Il lavoro ha inizio quando Galileo insegna all'università di Padova dove, dopo la fine di Giordano Bruno bruciato dall'Inquisizione a Roma, egli si sentiva al sicuro, e per quanto mal pagato, libero da preoccupazioni per il suo lavoro.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Il dramma teatrale si svolge tra Padova, Firenze e Roma, nel periodo in cui Galileo comincia a servirsi del cannocchiale da lui inventato e in cui comincia a rendere note le "prove" che, il sistema tolemaico era da respingere e da prendere, invece, come veritiero il sistema copernicano. Il lavoro ha inizio quando Galileo insegna all'università di Padova dove, dopo la fine di Giordano Bruno bruciato dall'Inquisizione a Roma, egli si sentiva al sicuro, e per quanto mal pagato, libero da preoccupazioni per il suo lavoro. Grazie ad un invito del duca di Toscana Cosimo de' Medici, Galileo giunge a Firenze portando con se la figlia Virginia, la signora Sarti e il figlio Andrea. Da Firenze a Roma il "salto" è breve, il grande scalpore che il cannocchiale desta nel mondo scientifico, induce Galileo a sperare che il collegio Romano lo ascolti affinché lo approvi e si convinca che le sue scoperte sono importanti e rilevanti nel mondo scientifico. L'ambiente cinico e infido del mondo clericale romano non smonta la fiducia di Galileo: egli, infatti, è un eroe, ma non un fanatico oltranzista, la sua arma vuol essere la persuasione dell'evidenza, davanti a cui, pensa, nessuno può retrocedere. Ma si sbaglia. Proprio su queste sue qualità specula il Sant'Uffizio: lo fanno sperare fino all'ultimo e poi lo costringono a ritrattare, facendogli chiaramente perdere la possibilità di un supplizio. Galileo, amareggiato, cede; ma è chiaro che non cede solo perché la sua carne di uomo trema all'idea delle torture, bensì perché intravede una maggiore utilità per la scienza e per la continuità delle proprie ricerche nella sottomissione. Infatti, prigioniero del Sant'Uffizio, semi-cieco, in una casetta della campagna toscana, dove gli fa compagnia la figlia, egli prosegue in segreto i suoi studi, le sue ricerche e scrive i Discorsi. Quando il suo allievo Andrea Sarti, che gli aveva voltato le spalle al momento dell'abiura, va a salutarlo, si presenta con un atteggiamento molto serio, ostinato e distaccato perché parte per l'estero. Galileo gli confida che ha lavorato di nascosto e ha fatto nuove scoperte. L'allievo ritrova la fiducia che aveva perso nel suo maestro e gli promette di continuare la lotta al suo posto, diffondendo queste nuove teorie per portare a termine i presupposti per creare una nuova concezione della scienza all'interno della collettività.
Personaggi dellopera:
- Galileo Galilei: dal romanzo non emergono le sue caratteristiche fisiche, sappiamo invece che è amante della vita, delle comodità, della buona tavola e del vino; non è uno scienziato che si chiude in casa, ma, al contrario, ha rapporti con il mondo esterno. Si può dire che è schiavo delle sue stesse scoperte, in quanto non riesce a farle capire agli altri, e anzi, viene condannato perché queste vanno contro la chiesa e sono rivoluzionarie, innovative e soprattutto veritiere. È un personaggio dinamico: all'inizio del racconto è entusiasta delle sue scoperte. Vuole mettere il mondo di fronte a le prove "visibili" che il Sole è il centro del sistema, e non la terra, che questa si muove, e con lei tutti i pianeti, intorno al sole. Crede che queste prove possano bastare a persuadere tutti, dagli altri studiosi, alla chiesa, al popolo. Alla fine è, in un ceto senso, rassegnato, deluso, prudente, apparentemente sottomesso. Bisogna sottolineare che continuò, anche se gli fu vietato, le sue ricerche e i suoi studi, ma ha avuto comunque delle soddisfazioni, in quanto, anche se ha abiurato, credeva nelle sue scoperte e sapeva che i suoi discepoli le avrebbero portate avanti. Galileo preferisce non morire e vivere per poter lavorare ancora, perché i suoi studi e le sue ricerche sono la sua vita, l'unica ragione che gli consenta di andare avanti, nonostante le avversità e le citriche della gente.
- Andrea Sarti: all'inizio della storia è un ragazzino di 11 anni, intelligente desideroso di conoscere e imparare, è il figlio della governante di Galileo e quindi sempre a contatto con lo scienziato. Molte volte non lo lascia in pace fino a quando non ha capito, anche i più piccoli particolari. Galileo gli dà retta perché Andrea rientra in quella parte di popolo che, se messo in condizione di capire, può uscire da quello stato di ignoranza in cui si trova la maggior parte della gente. Crescendo, segue le orme di Galileo, diventando un affermato scienziato. Tra tutti, lui è quello che soffre di più dell'abiura fatta da Galileo, però poi si ricrede e capisce le ragioni che lo hanno portato a fare ciò, capisce che è stato solo un modo per poter continuare studiare e fare nuove scoperte.
- Sig.ra Sarti: rimane sullo sfondo della vicenda, ma è ad ogni modo importante perché rappresenta quella schiera di persone che non vogliono andare contro la religione, perché se si ribellassero alla chiesa sarebbero i primi a perderne, e poi anche per un senso di indifferenza, in quanto a loro non cambia la vita sapere se è il sole che gira attorno alla terra o il contrario, devono comunque lavorare, sudare sui campi e guadagnarsi da vivere. Queste scoperte non gli darebbero un salario o un raccolto più ricco. La signora Sarti, comunque, non ha mai lasciato Galileo, lo ha sempre "accudito", gli è stata vicina nel momento del bisogno, ha rischiato anche la sua stessa vita pur di non lasciarlo solo e, anche se, non sempre è d'accordo con le sue ricerche o lo sgrida, per lui è una specie di madre.
- Virginia Galilei: figlia quindicenne di Galileo, è una ragazza molto religiosa, appena può va in chiesa, molte volte la si vede pregare per il padre. Crede che le scoperte fatte dal padre non porteranno a niente di buono e molte volte lo scongiura di smettere le sue ricerche. Non capisce niente di scienza e astrologia e quindi non può capire a pieno quali siano i sentimenti che il padre prova nel fare le sue scoperte.
- Lodovico Marsili: è il fidanzato e promesso sposo di Virginia, viene a contatto con la famiglia Galilei in quanto prende ripetizioni da Galileo. È un personaggio apparentemente dinamico nel suo modo di agire: all'inizio è desideroso di sapere, di conoscere e di apprendere tutto ciò che Galileo gli spiega, mentre alla fine è uno dei suoi "accusatori". Per quanto riguarda il suo modo di pensare, è un personaggio statico: sia all'inizio che alla fine del racconto si presenta come un approfittatore, un'opportunista: inizialmente sta con Virginia solo perché fare parte di una famiglia di un grande scienziato è per lui motivo di gran fama. Quando però Galileo viene giudicato eretico, lui cerca di rimandare il matrimonio perché non può permettersi di avere in una famiglia religiosa come la sua un eretico. È un personaggio negativo, senza capacità di fare scelte con la sua testa.
- Federzoni: anche questo è un personaggio che sta sullo sfondo e rappresenta la classe borghese Veneziana, non è un letterato, ne uno scienziato, non conosce il latino. È un meccanico, e Galileo spesso si rivolge a lui per proporgli le ultime innovazioni.
La storia si svolge dal 1610, quando Galileo è a Padova, al 1638 quando è nella sua villa a Firenze. La vicenda si snoda in varie parti d'Italia, e, in particolare, a Padova, a Venezia, a Firenze e a Roma
Il 1600 è il secolo per eccellenza della rivoluzione scientifica: in questo secolo, infatti, sono intervenuti mutamenti profondi nella cosmologia, nel metodo della ricerca e della conoscenza. È con Galileo che la teoria copernicana ha la sua dimostrazione più chiara e rigorosa e che si diffonde in tutta Europa. In questo dramma teatrale vengono messi in luce quelli che erano i reali scontri con la chiesa, per la quale le tesi copernicane sono in antitesi con la religione cattolica che identifica nelle Sacre Scritture i fondamenti del sistema tolemaico. Per Galileo, invece, la natura è costruita in forme geometriche, regolate da calcoli matematici, e crede che tutto ciò non possa contraddire le Sacre Scritture perché entrambe sono opera di Dio. Bisogna imparare a leggere ed interpretare la Bibbia attraverso la natura. Nel dramma si nota che questo scontro con la religione non è nell'ordine di idee di Galileo, che crede che basti portare le prove certe per far capire la veridicità delle sue scoperte. Viene quindi esaltato l'eroismo di Galileo.