Il concetto di contratto è strettamente collegato al concetto di scambio, difatti gli scambi si realizzano mediante i contratti, ma non necessariamente viceversa.
Proprio per la stretta dipendenza tra contratto e scambio, si può dedurre che l’istituto del contratto è fondamentale in una società dove il fenomeno del mercato è sviluppato.
Nel corso della storia il concetto di contratto è andato sviluppandosi progressivamente, in seguito alla dissoluzione del sistema feudale (XI sec) e all’affermarsi del mercato e degli scambi.
Nel sistema feudale vi era una limitata importanza degli scambi, poiché il passaggio dei beni dal contadino al signore, non avveniva sotto forma di scambio, ma sottoforma di adempimento di un dovere, derivante dall’assoggettamento dei servi stessi al signore. Con il passaggio dalla società feudale, alla società capitalistica e con lo sviluppo del lavoro salariato, della produzione industriale, lo scambio è divenuto il rapporto basilare che lega gli individui nella società civile, e il contratto, lo strumento giuridico attraverso il quale si realizza.
A partire dall’800, nelle società capitalistiche si distinguono tre grandi tipologie di mercati:
Il mercato del lavoro, dove si scambia la forza lavoro (lavoratori/imprenditori);
Il mercato dei beni, dove si scambiano i beni di consumo e di produzione Il mercato dei capitali (o finanziario), dove si scambia il denaro (dominato dalle banche).
Attualmente, l’art. 1321 del Cod. Civile definisce il contratto come: “L’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”.
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