L'ENEIDE L'ENEIDE Enea è il protagonista Anchise, principe troiano, è il padre di Enea Venere, dea dell'amore, è la madre di Enea. Enea sta navigando verso l'Italia perché deve trovare una terra a coloro che sono riusciti a scappare e a salvarsi dall'assedio di troia. La dea Giunone (Era), è ostile ad Enea per due motivi: sia perché il rancore contro i troiani non è ancora sparito, sia perché vede nel futuro la preminenza dei romani su Cartagine, a lei cara. Scatena dunque una tempesta per sbalzare i profughi lontano dalla meta, e li conduce ad approdare in Africa, nei pressi di Cartagine stessa. Qui si innamora di una regina, Didone, a cui racconta l'inganno del cavallo di Troia e le sue peripezie. Durante questo soggiorno a Cartagine Enea sembra aver dimenticato la sua missione. Viene, così, sollecitato da Giove, che gli invia, come messaggero, Mercurio, e così decide di riprendere il mare. Didone, accortasi della partenza di Enea, maledice tutta la sua discendenza, e poi si uccide. I profughi quindi giungono in Sicilia e partono per Cuma; guidato dalla Sibilla scende nell'Ade. Nel regno dei morti incontra il padre Anchise, che gli predice la futura gloria della sua stirpe. La seconda parte è ambientata nel Lazio (Libri 7 - 12). Qui Enea incontra il rew dei latini che gli offre in matrimonio la figlia Lavinia. Dopo varie peripezie i due si sposeranno e fonderanno la stirpe di Roma. LIBRI I - VI Le peregrinazioni di Enea I - Enea affronta la tempesta. Il naufragio e l'accoglienza a Cartagine II - Il racconto di Enea: l'ultima notte di troia III - Il viaggio verso l'Italia IV - Enea a Cartagine: la tragedia di Didone V - Enea in Sicilia: i giochi funebri di Anchise VI - Enea visita l'oltretomba PUBLIO VIRGILIO MARONE Nasce nel I secolo a.C. presso Mantova da una famiglia di proprietari terrieri; studia grammatica e retorica (l'arte del ben parlare), e a vent'anni si trasferisce a Roma. Accanto alla retorica coltiva interessi politici e filosofici. Questi ultimi lo conducono a Napoli, dove frequenta la scuola del filosofo Sirone. La prima opera di Virgilio si intitola “Bucoliche” composta tra il 41 e il 39 a.C., in cui rappresenta un mondo ideale di pastori. Quest'opera, accolta con favore, attira l'attenzione di Mecenate, protettore di poeti e artisti. La seconda opera di Virgilio di intitola “Georgiche”, un poema in quattro libri che descrive la vita dei campi, il lavoro duro del contadino, che non è solo un modo per sopravvivere, ma è un'attività costruttiva e utile. Durante il passaggio dalla repubblica all'impero, Virgilio compone l'Eneide, poema epico che celebrava Roma e la famiglia Guglia. Inizia a lavorarci nel 29 a.C. A poema quasi concluso, intraprende un viaggio in Grecia per conoscere meglio il percorso di Enea dalla città di Troia all'Italia. Ad Atene si ammala e muore, appena sbarcato a Brindisi, nel 19 a.C. Nonostante il testamento che raccomanda di distruggere la sua opera, Ottaviano Augusto ne ordina la p Continua »