Schopenhauer: pensiero e il velo di Maya

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Schopenhauer: pensiero filosofico, il velo di Maya e il pessimismo (3 pagine formato doc)

SCHOPENHAER: PENSIERO E IL VELO DI MAYA

Radici culturali del sistema: Schopenhauer si pone come punto di incontro tra Platone, Kant, l’illuminismo, il romanticismo, l’idealismo, la spiritualità indiana. Da Platone riprende la teoria delle idee. Da Kant riprende l’impostazione soggettivistica della sua gnoseologia. Dall’Illuminismo riprende il filone materialistico e il considerare la vita psichica come fisiologia del sistema nervoso. Dal Romanticismo riprende l’importanza dell’arte e della musica, l’infinito, ossia l’esistenza di un principio assoluto di cui le varie realtà sono solo manifestazioni; il dolore con accento più pessimistico per. Dall’Idealismo rifiuta in particolare la divinazione dello Stato fatta da Hegel. Riguardo al pensiero orientale Schopenhauer è stato il primo filosofo a tentare il recupero di alcuni motivi del pensiero dell’estremo oriente; ha fatto uso nei suoi scritti di alcune immagini ed è stato un profeta successo in Occidente del sapere orientale.

Schopenhauer: riassunto di filosofia


SCHOPENHAUER: PENSIERO IN BREVE

La rappresentazione e il velo di Maya: Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è la distinzione Kantiana tra fenomeno e cosa in sé, ma con un’accezione diversa. Mentre per Kant il fenomeno è la realtà che possiamo conoscere il noumeno è un qualcosa che rappresenta un limite della mente umana, per Schopenhauer il fenomeno  è parvenza, illusione, ovvero celata dentro questo velo ingannevole e che il filosofo ha il compito di scoprire, concetto che riprende dalla filosofia indiana e buddista. Inoltre mentre per il criticismo il fenomeno è l’oggetto della rappresentazione che esiste fuori della coscienza, il fenomeno schopenhaueriano è rappresentazione che esiste solo dentro la coscienza.

Riassunto del pensiero di Schopenhauer


SCHOPENHAUER: RIASSUNTO

La rappresentazione: ha due aspetti fondamentali: da un lato c’è il soggetto rappresentante, dall’altro c’è l’oggetto rappresentato. Soggetto e oggetto esistono solo all’interno della rappresentazione e nessuno dei due precede o può sussistere indipendente dall’altro, e quindi non ci può essere soggetto senza oggetto. Il materialismo è falso perché nega il soggetto riducendolo all’oggetto (o materia). L’idealismo è sbagliato perché compie il tentativo opposto di ridurre l’oggetto al soggetto. Schopenhauer ammette l’esistenza di solo tre forme a priori: spazio, tempo e causalità, questa è l’unica delle dodici categorie da lui presa in considerazione perché tute le altre sono riconducibili a questa. Per Schopenhauer dire materia è dire azione causale. La causalità assume forme diverse a seconda dell’ambito in cui opera: principio del divenire, che regola i rapporti tra gli oggetti naturali; principio del conoscere, che regola i rapporti tra premesse e conseguenze; principio dell’essere, che regola i rapporti spazio-temporali e aritmetico - geometriche; principio dell’agire, che regola le connessioni tra un’azione e i suoi motivi.