l'elogio della follia: Riassunto del libro dell'elogio della follia di erasmo da rotterdam. Una breve biografia dell'autore (7 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da chupachupso

ERASMO DA ROTTERDAM ERASMO DA ROTTERDAM Il vero nome era JEERT JEERTS, nacque a Rotterdam nel 1469 circa e morì a Basilea.   Rimasto orfano fin dalla tenera età,  spogliato del suo piccolo avere dai tutori visse disagiatamente. Educato da Steyn, prese nel 1492 nel convento degli Agostiniani gli ordini ma ottenne più tardi la dispensa dei voti dal Papa Giulio II. Fatti i  corsi nel collegio fu poi a Parigi dove seguì Montaigne, in seguito in Inghilterra e a Torino, dove ottenne la laurea e venne a contatto con la teologia. E da qui  poi a Venezia con l'umanesimo italiano. Tornato di nuovo in Inghilterra scrisse "L'Elogio della Pazzia" (1509), insegnò teologia all'Università di Cambridge e nel 1516 pubblicò a Basilea l'edizione del testo “Nuovo Testamento” in greco originale.  Infine rientrò in patria, luogo che si confaceva più al suo spirito poiché vi convivevano Cattolicesimo e la Riforma. Qui iniziò con Lutero la sua polemica con alcuni scritti come il " De Libero Arbitrio" (LIBERO ARBITRIO è la facoltà dell'uomo e di tutti gli esseri razionali di agire in un determinato senso, di compiere o no delle azioni. È la libertà di agire secondo la propria volontà, senza influenze o condizionamenti esterni.)La sua figura di intellettuale, sia in campo filosofico che teologico, non si risolve in maniera completa, ma spesso si lascia guidare dalla necessità della polemica. Il suo gran sentimento classico si traduce nell'avversione, come tutti gli Umanisti e i Rinnovatori Religiosi, per la Scolastica. Non apprezza le discussioni astratte o i problemi metafisici o dialettici degli Scolastici perché non interessano direttamente il sentimento umano e gli interessi sociali, ma sono freddi esercizi mentali. Come umanista e letterato dà grande importanza a ciò che scuote l'animo e commuove, tende ad essere più un ragionatore che un razionalista. Per questo apprezza più di tutti Socrate che meglio di Platone fu sempre a contatto con la vita dell'uomo.Lo sforzo d'Erasmo è di mettere sulla stessa linea la fede con l'erudizione e il bello stile, come se fossero valori equivalenti. Vuole affermare la sostanziale identificazione dei valori più autentici del Cristianesimo con la sapienza antica. Cerca quindi di togliere al Cristianesimo le asprezze e le affermazioni assolute. Aveva quindi cercato un equilibrio fra la pura moralità evangelica e la sobrietà e misura pagana; n'è testimonianza il suo latino duttile e colorito, pieno di psicologia, finezza e forza esortativa. Insiste molto sulla figura di Socrate soprattutto nel suo paragone con Cristo, riconosce la somiglianza fra queste due personalità nella loro opposizione tra valori autentici e valori inconsistenti, nell'equilibrio e dominio di se stessi, in contrapposizione con i beni mondani ed esteriori. Mostrando la somiglianza fra Socrate e Cristo, Erasmo vuole rendere concreto con i comportamenti dei due più illustri rappresentanti, la coincidenza tra etica  cristiana ed etica pagana. Erasmo satireg Continua »

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