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hegel e dialettica: riassunto sintattico. Hegel (verità dialettica storia tempo). I concetti fondamentali dellhegelismo (2 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da eliforever3

HEGEL HEGEL L'illuminismo aveva esaltato una visione dualistica consistente nella contrapposizione tra le facoltà razionali e sensibili, anima e corpo, individuo e società. Hegel si pone il problema si superare tali scissioni, assegnando alla filosofia il compito di interpretare la realtà in modo completo, totale (la realtà è la totalità). Hegel mostra come la verità sia da riporre ad un unico aspetto, bensì nella realtà intera e totale. Hegel considera frutto di pigrizia chi in nome del “buon senso” si ferma alla superficie delle cose, senza rendersi conto che la verità non è parziale, ma è interezza. L'affermazione “il vero è l'intiero” contenuta nella Fenomenologia dello Spirito sottolinea il significato che acquista in Hegel la verità. La verità si deve ricondurre alla realtà che per Hegel è complessa, stratificata, contraddittoria, cioè contrappone un evento all'altro, un pensiero all'altro, (dottrina dei contrari di Eraclito), in una parola è dialettica, che diviene la chiave di lettura della realtà. I CONCETTI FONDAMENTALI DELLHEGELISMO La filosofia come interpretazione del presente Il progetto filosofico hegeliano non concepisce la filosofia come “amore per la sapienza” ma come un sistema scientifico teso ad interpretare la realtà nel suo divinire storico (dialettica). La funzione della filosofia consiste nella comprensione dalla realtà (della storia) in particolare del presente (che è dato dal susseguirsi degli eventi storici). Esso non è la ricerca di qualcosa di diverso da ciò che è reale. Quando la filosofia riesce a cogliere il presente in tutti i suoi aspetti diviene “scienza”. Per Hegel la verità è figlia del tempo come per Bacone. Il presente (“ogni presente”) in quanto punto di arrivo in ogni epoca dello “spirito del mondo” rappresenta il culmine della verità che comprende e supera le epoche precedenti. L'unico punto di riferimento del sapere è la storia, quindi la conoscenza non può affidarsi ad un altro fondamento atemporale (fuori dal tempo). La storia, del resto, è come un fiume che scorre e cambia in continuazione la proprie acque (oggi la schiavitù ci appare irrazionale mentre gli antichi romani la consideravano giusta e razionale). La storia, è quindi un continuo divenire come la verità e la realtà il cui fine è la realizzazione della Ragione. La storia è un grandioso ma tragico alternarsi di vicende umane, ognuna delle quali ha in sé la propria Ragione. Per Ragione Hegel non intende la ragione finita dei singoli uomini ma la realtà stessa che si configura come totalità di finito ed infinito, soggettivo e oggettivo. La Ragione per Hegel s'identifica con l'Assoluto. Da ciò consegue il noto aforisma contenuto nei Lineamenti di filosofia del diritto “Ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale”. Con questa formula Hegel intende dire che: la Ragione non è astrazione ma concretezza vivente del reale, poiché la Ragione governa il Continua »

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