I Fenomeni Sismici - Riassunto di Geografia Astronomica gratis Studenti.it
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Completa analisi sui terremoti (3 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da 16novembre1987

I FENOMENI SISMICI I FENOMENI SISMICI NATURA E ORIGINE DEL TERREMOTO Il terremoto non è un fenomeno sporadico e casuale: i sismi in un anno in tutta la terra sono circa un milione il che significa in media uno ogni trenta secondi. Essi si verificano quasi esclusivamente in certe fasce della superficie terrestre che vengono chiamate sismicamente attive o, più semplicemente, sismiche (queste zone corrispondono alle grandi catene montuose e alle dorsali oceaniche), mentre mancano in altre aree dette asismiche, nelle quali non si generano terremoti ma ciò non significa che in essa non si risentano gli effetti dovuti al propagarsi di vibrazioni provenienti da vicine zone sismiche. Un terremoto è, in effetti, una vibrazione più o meno forte della terra prodotta da una rapida liberazione di energia meccanica in qualche punto al suo interno. Il punto in cui l'energia si libera, all'interno della terra, è detto ipocentro (o fuoco) del terremoto. VIBRAZIONI DA UN “RIMBALZO ELASTICO” Verso la metà del secolo scorso Robert Mallet, dedicandosi allo studio dei terremoti, era arrivato alla conclusione che il terremoto consiste in una serie di onde elastiche che si propagano attraverso la terra, causate dalla deformazione o frattura di masse rocciose nel sottosuolo. Ma fu solo dopo il terremoto del 1906 di San Francisco, che il sismologo americano Harry F. Reid riuscì bene a definire la formazione e lo sviluppo di un sisma. Egli prese in esame alcuni rilevamenti topografici effettuati nella zona nel corso dei 50 anni precedenti. Mise così in evidenza che, prima del terremoto, anno dopo anno, quelle strade e quei corsi d'acqua si erano gradualmente incurvati nel tratto in cui attraversano il percorso della faglia. Reid, allora, giunse alla conclusione che le rocce sottoposte a qualche sforzo si comportano in maniera elastica e si deformano progressivamente fino a che non viene raggiunto il limite di rottura: in quel momento nella massa rocciosa si innesca una lacerazione a partire dal punto più debole e si crea una faglia, lungo il cui piano le rocce possono scorrere le une contro le altre in direzione opposte. Secondo il modello del rimbalzo elastico (o della reazione elastica), come lo definì lo stesso Reid, con il brusco ritorno delle masse rocciose all'equilibrio, l'energia elastica accumulata durante la deformazione si libera, in parte sotto forma di calore prodotto dall'attrito lungo la superficie della faglia, in parte sotto forma di violente vibrazioni, che si propagano come onde sismiche verso tutte le direzioni (Ex: bacchetta di legno). IL CICLO SISMICO In base alla teoria del rimbalzo elastico una zona in cui si è appena manifestato un terremoto dovrebbe aver raggiunto un nuovo equilibrio, che garantirebbe un periodo di tranquillità sismica. L'intero processo si può schematizzare come un ciclo sismico, diviso in quattro stadi: Stadio intersismico: nel quale inizia l'accumulo di energia. Stadio presismico: nel quale la deformazione della ro Continua »

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