I popoli delle più antiche civiltà ebbero l’idea che essa fosse piana o poco estesa,simile ad un gran disco circondato dall’oceano e limitato superiormente dalla cupola del firmamento. Questa concezione fu superata quando Pitagora giunse al riconoscimento della sfericità della Terra. L’area che riusciamo ad abbracciare con lo sguardo è sempre limitata da una linea circolare,che chiamiamo orizzonte sensibile,lungo la quale sembra che la volta celeste si congiunga col suolo o col mare. Altri fatti ancora dimostrano la curvatura della superficie terrestre e inducono a ritenere che essa debba discostarsi poco da quella di una sfera. Ad esempio: la comparsa o scomparsa di un oggetto all’orizzonte;la gravità;i viaggi di circumnavigazione;l’analogia con gli altri pianeti;durante l’eclissi di luna l’ombra proiettata della Terra è circolare. La sfericità del nostro pianeta è ormai documentata dalle fotografie eseguite da sonde spaziali che si sono spinte a centinaia di chilometri di altezza dalla Terra. Se questa fosse omogenea e immobile,la sua forma sarebbe quella di una sfera perfetta. In realtà essa non è omogenea ed è dotata di un veloce moto di rotazione attorno al proprio asse. La forma che ne risulta è poco dissimile da quella di un ellissoide di rotazione (o sferoide)cioè da quella di un solido che si ottiene idealmente facendo ruotare un’ellisse attorno al suo asse minore. Allo stato attuale dobbiamo affermare che la forma della Terra non può essere definita matematicamente ne è identificabile con quella di un solido geometrico: è una forma del tutto propria e particolare. Si è pensato di identificarla con quella di un solido la cui superficie è perpendicolare in ogni suo punto alla direzione del filo a piombo;al corpo delimitato da tale superficie è stato dato il nome di geoide. La sua superficie è equipotenziale,ossia tale che in tutti i suoi punti non è uguale l’accelerazione di gravità ma è uguale il lavoro necessario per portare un determinato oggetto da questa superficie a distanza infinita. Continua »