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Flussi Migratori, Globalizzazione Economica, Mercato Finanziario, Commercio Internazionale, Ricerca e Sviluppo, Comunicazione e Informazione, Trasporti, Sistema Energetico Mondiale, Petrolio, Nucleare, Energia Solare, Energia Eolica, Biomasse, Inquinamento Atmosferico, Deforestazione, Biodiversità (6 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastellastellastella Appunto inviato da simonecarroccia91

I flussi migratori internazionali avvengono non solo da paesi sottosviluppati a quelli più sviluppati ma anche tra paesi in una stessa regione meno sviluppata.
I flussi migratori si sono modificati fortemente negli ultimi decenni e all’inizio le emigrazioni avvenivano per condizioni di povertà o precarietà economica (disoccupazione o sottoccupazione). Le persone emigravano anche per migliorare le proprie condizioni di vita.
Per queste ragioni milioni di italiani lasciarono il proprio paese e a causa di queste emigrazioni al giorno d’oggi, circa 50 milioni di italiani hanno acquisito la cittadinanza estera (oriundi).
L’Italia oggi è una terra di immigrazione (come gli altri paesi dell’UE). La maggior parte dei cittadini stranierebbe si concentra nel Nord, meno al centro e ancor meno al sud; per motivi di lavoro e ricongiungimento famigliare; mentre sono pochi i permessi di soggiorno concessi per asilo politico.
LA GLOBALIZZAZONE ECONOMICA
A partire dagli anni ’80 sono cadute molte dalle barriere erette dagli stati nazionali, si è venuto a creare un spazio economico mondiale sempre più aperto alla circolazione dei capitali e agli investimenti diretti esteri. Quasi ovunque lo stato nazionale sta privatizzando la proprietà delle imprese pubbliche di proprietà statale; il processo di privatizzazione, iniziato negli anni 60, ha investito tutte le principali economia sia nelle regioni sviluppate sia in quelle non sviluppate. In questo nuovo scenario economico svolgono un ruolo importante i gruppi transnazionali (multinazionali) che operano su scala internazionale: dal paese in cui ha sede la casa madre attraverso filiali all’estero e investimenti diretti esteri.
A partire dagli anni 80 gli investimenti diretti esteri sono aumentati fortemente con la delocalizzazione di attività produttive da paesi sviluppati a paesi in via di sviluppo.
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