L'amicizia secondo Catullo e Dante

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Viene analizzato il concetto di amicizia, sentimento fondamentale di due dei maggiori autori della classeicita e della letteratura italiana: Catullo e Dante (2 pagine formato doc)

Spesso si crede che le opere latine e greche siano da considerarsi prive di attrattiva per i nostri tempi; assolutamente lontane dalle nostre vite o soltanto scoccianti e noiosi compiti per casa Spesso si crede che le opere latine e greche siano da considerarsi prive di attrattiva per i nostri tempi; assolutamente lontane dalle nostre vite o soltanto scoccianti e noiosi compiti per casa. Cercando però, di studiarli per piacere e non solo per dovere si può sicuramente apprezzarli di più. Bisogna ricordare che i più grandi poeti e scrittori della nostra letteratura si nutrivano di classici, cercavano di leggere le opere meno famose, non tralasciando ovviamente quelle celebri, per capire a pieno la poetica di ogni autore. Il segreto sta nel vederli come degli uomini normali con il dono di saper scrivere e saper raccontare meglio di altri; il sentirli più “umani”, più a noi vicini, può sicuramente farli apprezzare di più. Catullo ad esempio è un uomo che cerca conforto dalle pene amorose tra le pagine bianche del suo “libellum”; è una storia di felicità e di tormento che coglie i riflessi psicologici di ogni momento d'amore e li rappresenta con una confessione spontanea che alterna la dolcezza struggente alle esplosioni di disperazione e disprezzo. Il lettore moderno può leggervi quell'ansia, quei sentimenti di estasi e di angoscia che sono lo specchio di ogni storia d'amore. Catullo è anche un amico sincero che senza vergogna chiede a Fabullo di poter “offrire” lui il pranzo portando cibo e vino, certo che l'amico non rifiuterà. L'amicizia è resa quindi un sentimento fondamentale per l'uomo catulliano che non può resistere senza l'appoggio dei suoi amici. Anche se Catullo cerca di nascondere questo suo affetto con lo scherzo forse per pudore, si può facilmente leggere la certezza del poeta che l'amico non mancherà all'invito. Secondo Catullo infatti, i sentimenti umani dell'amore e dell'amicizia sono stipulati e consacrati da un Patto, foedus. Questo patto ha tutta la forza e la sacralità di un accordo fatto tra due sposi in cui la potenza del sentimento lega una persona all'altra; è un patto basato sulla reciproca fiducia, sulla sicurezza di potersi aprire all'altro senza problemi. Catullo, quindi si distacca dalla figura del civis romanus del tempo, tutto preso dalla “res publica” e dalla “civitas”. Il poeta infatti, appare più attento alle tematiche e problematiche individuali, cercando un'introspezione personale che sarà ripresa dai poeti che lo seguiranno. Catullo, infatti, faceva parte del gruppo dei “Poetae novi”, che opponevano alla letteratura tradizionale dei vasti poemi, una poesia di imitazione greca, breve, elegante, “levigata con la ruvida pomice”, ricca di spontanea espressione dei sentimenti. Esempio magistrale di questa spontaneità si può riscontrare in un'altra lirica catulliana: quella scritta per il ritorno del caro amico Veranio. In questo compo