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Italo Svevo: La vita, i romanzi (8 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da moonshine666

STORIA La vita Nasce a Trieste (città di confine, politicamente soggetta all'Austria e culturalmente legata alle esperienze mittleuropee ed italiane) da ebrei tedeschi; il suo vero nome è Ettore Schmitz, ma assunse lo pseudonimo di Italo Svevo in onore alla convivenza in lui della cultura italiana e tedesca. Studia in un collegio tedesco e si accosta ai classici della letteratura (Goethe e Schiller). Con il fallimento della ditta del padre, Svevo conosce l'esperienza della declassazione. Costretto a cercare lavoro si impiega in una banca triestina dove rimane per diciannove anni. In questo periodo scrive commedie e abbozza alcune novelle. Di questi anni sono la conoscenza con il pittore Umberto Veruda e la difficile relazione con Giuseppina Zergol, che raffigura rispettivamente nel Balli ed in Angiolina di Senilità. Progetta intanto il romanzo “Un inetto” che pubblica a sue spese con il titolo “Una vita” (1892) che non ottiene successo di pubblico e di critica. Al capezzale della madre incontra una cugina, Livia Veneziani, che sposa un anno dopo. Lascia la banca e diventa socio dell'azienda del suocero (vernici per sottomarini) rilevando buone capacità imprenditoriali. Come dirigente intraprende numerosi vitti in Francia ed in Inghilterra venendo a contatto con un mondo intellettuale diverso. Con l'insuccesso del secondo romanzo “Senilità” (1898), abbandona l'attività letteraria sostenendo di non poter più scrivere. A questo punto si verificano due eventi importanti per la formazione intellettuale di Svevo: il primo è l'incontro con James Joyce, che, esule dall'Irlanda insegna a Trieste lingue inglese. Tra i due nasce una stretta amicizia, ricca di scambi intellettuali, che lo incoraggia a proseguire nell'attività letteraria; il secondo l'incontro con la psicanalisi di Freud. Durante la prima Guerra Mondiale Svevo traduce “L'interpretazione dei Sogni” di Freud, cosa che avrà evidenti riflessi nel suo terzo romanzo “La coscienza di Zeno”, che pubblica nel 1923. Anche quest'ultimo romanzo non riscuote grande attenzione da parte della critica. Finalmente Montale pubblica un omaggio ad Italo Svevo (1925) e grazie alla mediazione di Joyce in Francia esce un numero del “Navir d'Argent” interamente dedicato a Svevo. Assapora il successo finalmente raggiunto e lavora alla revisione di Senilità e progetta un nuovo romanzo, che però rimarrà incompiuto. L'11 settembre 1928 muore a Treviso per i postumi di un violento incidente automobilistico. Un nuovo modo di concepire il romanzo Svevo nella sua opera si distacca dal romanzo verista, per approdare ad una nuova forma, quella individualistica in base ad una serie di elementi: piegare la narrativa per la diffusione delle idee; il personaggio diviene portavoce dell'autore e la narrazione è in prima persona i personaggi minori appaiono sminuiti in funzione del personaggio principale I ROMANZI UNA VITA Trama E' la storia di Alfonso Nitti, m Continua »

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