cap. XXIX Promessi Sposi

Appunto inviato da lorenzo110789 Voto 6

Riassunto e commento del capitolo XXIX di promessi sposi (2 pagine formato doc)

Cremona, lì 22/05/06 Riassunto e commento cap. XXIX Promessi Sposi Dopo la disgressione storica della guerra cominciano a riapparire i personaggi. Il primo personaggio è Don Abbondio, il quale deve affrontare non solo i pericoli personali o immaginari, ma una catastrofe reale che riguarda tutti. Le sue reazioni sono legate sempre al suo ristretto orizzonte. L'arrivo dell'esercito invasore assume un colore “apocalittico” nelle “voci” popolari filtrate attraverso la voce del curato: il numero smisurato dei soldati, le qualità demoniache, la loro capacità di divorare spazio e tempo conferiscono al flagello una dimensione sovraumana. Vengono elencati una serie di paesi della Valsassina dove passavano le truppe: Cortenuova, Primaluna, Balabbio,Barsio). Al movimento dell'esercito si accompagna e si contrappone quello della popolazione. Alcuni vorrebbero fuggire, altri restare (per paura di organizzare la fuga). Don Abbondio all'inizio sembrava convinto di fuggire, ma subito si trova bloccato dal contrasto fra il pensiero e l'azione, infatti sono sopraggiunti dei timori immaginari. (diceva “come fare?” “dove andare?”). I monti non erano sicuri, perché si sapeva che “i lanzichenecchi” (soldati mercenari- il loro nome significa fanti della milizia territoriale) si arrampicavano come “gatti”. Anche la natura viene descritta in modo che sembra raddoppi le difficoltà “lago grosso” “tirava un gran vento”. I barcaioli trasportavano le persone e sembrava che le barche a causa del peso e della burrasca fossero pericolose e si rovesciassero da un momento all'altro. Don Abbondio vede in ogni spazio esterno un pericolo. Il territorio bergamasco non era molto lontano, però sapendo che era stato spedito uno squadrone di “cappelletti” (soldati temuti della repubblica veneta chiamati così per il loro elmo a visiera), Don Abbondio impaurito seguiva in continuazione Perpetua che la considera il suo rifugio nei momenti di pericolo. Perpetua, era occupata a raccogliere gli oggetti più importanti della casa per nasconderli in soffitta ed in questi momenti, era un po' intrattabile però non perde la sua capacità d'affetto nei confronti di Don Abbondio. Lo tratta come un bambino, gli dice di reagire, invece di continuare a lamentarsi, perché non è l'unico a trovarsi in questa situazione. Don Abbondio, affacciato alla finestra, gridava ai passanti di “procurargli qualche cavallo, qualche mulo, qualche asino” per scappare. Si comporta da egoista, infatti si vuole unire ai parrocchiani che invece dovrebbe guidare e proteggere, pretendendo una carità di cui lui non è minimamente capace. Queste frasi erano rivolte a persone innocenti che passavano con i propri figli. Alcuni passanti non rispondevano, altri gli dicevano di “ingegnarsi” e commentavano che lui era fortunato perché doveva pensare solo a se'stesso. Don Abbondio non pensa neanche più al suo