Eugenio Montale: poesie più significative

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Riassunto della vita di Montale, le sue opere e breve spiegazione di alcune sue poesie: Ossi di seppia, I limoni, Non chiederci la parola, Spesso il male di vivere ho incontrato, Cigola la carrucola nel pozzo, Le occasioni, Non recidere forbice quel volto, La casa dei doganieri, La bufera e altro, L'anguilla, Satura, Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale (3 pagine formato doc)

EUGENIO MONTALE: POESIE PIU' SIGNIFICATIVE

Eugenio Montale nasce a Genova nel 1896 da una famiglia di commercianti. La sua passione fu il canto, ma interrompe gli studi alla morte del suo maestro. Pubblica le sue prime poesie nella rivista “Primo tempo” e negli stessi anni (1922-25) compone il suo libro di esordio Ossi di Seppia.
Inizia ad aver fortuna dopo la pubblicazione del saggio critico intitolato Omaggio a Italo Svevo. Dopo la guerra comincia a collaborare con il Corriere della sera diventandone poi, nel 1948, redattore.. quindi, una volta trasferitosi a Milano, riuscì a coltivare il suo interesse per la musica diventando critico musicale per il Corriere d’informazione. Nel 1967 viene nominato senatore a vita. 1975 gli viene conferito il premio Nobel per poi morire sei anni dopo.

Eugenio Montale: biografia e poetica


EUGENIO MONTALE POESIE PIU' BELLE

Il Male di vivere di Montale, che ha origine dal suo chiuso senso di angoscia e pessimismo sulla condizione umana, assume un valore universale.
A differenza di Leopardi però, che vedeva una natura negativa che non si interessava della vita umana, Montale vede una natura non negativa ma pur sempre indifferente e ragione sulla condizione di disagio umana in modo distaccato, freddo; con Montale quindi non si parla di sofferenza in quanto lui assomiglia ai personaggi di Svevo, che in fin dei conti stanno bene anche se sono al di fuori della realtà, della vita sociale e di conseguenza dei disadattati.
Eppure il poeta non si estranea completamente alla vita socio-politica ma ne resta pur sempre fuori.
La poesia di Montale si basa su immagini simboliche che evocano un certo sentimento o stato d’animo (CORRELATIVO OGGETTIVO); si tratta di una sorta di allegoria medievale ma con un procedimento più intuitivo.
Linguaggio: poco accattivante e petroso, difficile e foneticamente sgradevole, non delicato.
Nelle prime opere abbiamo un linguaggio di tutti i giorni ma pur sempre di una persona colta; nelle tre raccolte invece possiamo notar  un miscuglio tra un linguaggio da conversazione e termini non di uso quotidiano.

Eugenio Montale: riassunto


MONTALE POESIE OSSI DI SEPPIA

Raccolte: Ossi di seppia. È il libro di esordio di Montale. Il titolo si ispira alla tradizione ottocentesca (dove la poesia nasceva dalla desolazione e dalla negatività del mondo); i versi del poeta così sono paragonati a ossi di seppia, che non portano alcun messaggio positivo.
La raccolta è incentrata su tre temi principali: il Male di Vivere e quindi l’indifferenza della natura e del mondo circostante nel quale sono rari i momenti di grazia, che si manifestano con immagini o ricordi, il paesaggio ligure e dalla ricerca di un linguaggio foneticamente sgradevole.

I limoni di Montale: breve commento


MONTALE POESIE I LIMONI

I limoni. Si colloca all’inizio della raccolta. Il testo si compone di quattro strofe di versi liberi. La prima e la terza strofa terminano entrambe con la parola limoni, mentre le ultime due con parole in rima. Mentre la prima e la terza strofa sono un esplicito appello al lettore, la seconda e la quarta hanno soprattutto un carattere descrittivo.
Nella prima parte contrappone la sua poesia a quella dei poeti laureati, non solo per il rifiuto del linguaggio raffinato ma anche perchè lui parla di un ambiente semplice e quotidiano (orti liguri). Montale scopre nella pianta dei limoni una fortissima capacità evocativa che lo porta quasi ad un momento di grazia. Nella seconda parte del testo vede invece in questo momento di grazia qualcosa che in realtà non avviene.

Eugenio Montale: vita e poesie


MONTALE POESIE FAMOSE

Non chiederci la parola. Montale parla a nome della propria categoria, i poeti, rivolgendosi ad un ipotetico pubblico. Nella poesia spiega che l’unica funzione che per lui può avere una poesia è negativa, legata alla suo visione negativa della vita intera.
La poesia si apre con il poeta che dichiara di non poter suscitare nel lettore alcun entusiasmo in quanto non ha certezze da trasmettere perchè si trova in una condizione di disagio.
In questa poesia si oppone decisamente a D’Annunzio, che vedeva la poesia come una funzione positiva, di incitamento e guida per il lettore.
Nella seconda strofa ironizza sulle persone sicure di sé, non riconosce3ndosi in esse. Considera la loro superficialità: infatti l’uomo sicuro non si preoccupa neanche della propria ombra, ovvero la parte oscura del loro animo, in quanto portato a vedere soltanto il sole, elemento vitale e positivo.
Nella terza ritorna al tema e alla formula negativa della prima strofa.