Controllo utente in corso...

Riassunto del capitolo IX del libro "La foiba grande" di Carlo Sgorlon (1 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da prince169

Partenija raccontò che, era il periodo d’oro della sua vita, che non si poteva confrontare, nemmeno alla lontana, con l’epoca italiana e i suoi impiegati diffidenti e sgarbati. L’Italia per lei rappresentava la decadenza. In seguito, raccontò la scomparsa del marito Maximilian, Simòn Manassér aggiunse che, per lui il marito di Partenija era emigrato in America per non riveder più sua moglie. Molte persone si accorsero di come stavano mutando le cose con la guerra. Simòn, infatti incontrando la gente di Umizza faceva l’occhietto, come per dire “ io e te sappiamo come stanno le cose “, la parola chiave usata da Simòn, che riassumeva la situazione era “ ribaltòn “. I tedeschi erano arrivati fino a Stalingrado e a Leningrado, e quindi erano stati fermati da una resistenza durissima, che era poi, nient’altro che l’applicazione, in terra di Russia, del principio generale del ribaltòn. Gli alleati erano sbarcati in Sicilia. Il ribaltòn continuava ad operare, le cose seguitavano a rovesciarsi, e avrebbero continuato a farlo. In Istria, gli effetti erano evidenti, e uno di questi era certo un incremento del sentimento slavo. Vlado venne catturato dalle truppe di occupazione italiane nei boschi sloveni, assieme ad altri partigiani. Vera e Benedetto andarono a Lubiana per cercare di aiutare Vlado, raccolsero informazioni su di lui per capire dove si potesse trovare. Dopo un po’ Vera si mise a girovagare per la città Continua »

TAG: sim
vedi tutti gli appunti di italiano »
Carica un appunto Home Appunti
Pagina eseguita in 0.107964038849 secondi