Antoine de Saint-Exupéry. Nato a Lione nel 1900 (morto nel mar Tirreno nel 1944), di famiglia aristocratica cattolica e tradizionalista, ebbe un'infanzia turbata dalla morte del padre e oppressa dalla vita di collegio. Pilota militare nel 1921, scoprì nel volo un'appassionata occasione di libertà, d’autonoma ricerca d’identità. Nel 1926 come pilota civile, si dedicò ad avventurosi voli intercontinentali. Ha esordito con una novella, L'aviatore. Come romanziere si affermò con Corriere sud. Il suo interesse per un'etica dell'azione si precisa nel successivo romanzo Volo di notte. Nel 1935 durante uno sfortunato raid New York-terra del Fuoco, ebbe ferite gravissime. Dalla lunga convalescenza nacque il romanzo Terra degli uomini. Scoppiata la guerra, si arruolò nei reparti di ricognizione. Dopo l'armistizio riparò negli Stati Uniti. Alla tragica esperienza della disfatta francese dedicò il romanzo Pilota di guerra in cui emergono i motivi di una religiosità cattolica. Seguì la favola Il piccolo principe che si affermò subito come un classico della letteratura. Subito dopo, quasi per contrasto, uscì la drammatica Lettera ad un ostaggio, messaggio di un esule all'amico ebreo rimasto nella Francia occupata. Dal 1936 lavorò ad una raccolta di meditazioni e pensieri, pubblicata postuma e incompiuta con il titolo Cittadella, cui seguirono i Taccuini. Nel 1943 riuscì a riprendere l'attività di pilota. Nel 1944 fu abbattuto da un aereo tedesco mentre eseguiva un volo di ricognizione dalla Corsica alla Francia. Riassunto: Il Libro si apre sul ricordo dell’autore di quando a sei anni decise di abbandonare una delle sue più grandi passioni, il disegno. Da quel momento, ci spiega, s’interessò d’aerei. Dopo questa breve prefazione, Exupèry inizia a raccontare il suo incontro, durante una disavventura con l’aereo nel deserto africano, con il Piccolo Principe. Da una frase inaspettata, quanto semplice “ Mi disegni, per favore, una pecora? “ ebbe inizio il loro rapporto. Il principe raccontò la sua storia spiegando da dove proveniva all’autore e intanto gli poneva curiose domande sulla vita sulla terra. Ad esempio “E’ vero che le pecore mangiano gli arbusti” oppure “ A cosa servono le spine sui fiori”. Domande legittime per lui, che era padrone di un piccolo pianeta nella galassia, dove possedeva una rosa per lui rara, tre vulcani e doveva difendersi dalla crescita di arbusti giganteschi, i baobab. Nei suoi viaggi che compì per cercare un occupazione e per istruirsi, entrò in contatto con diversi personaggi, e ognuno si distingueva per una particolarità. Per primo incontrò un re che abituato a c Continua »
Andrea Cortellessa analizza e comme... guarda il video »