Riassunto capitoli 13, 14 e 15 Promessi Sposi

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spiegazione dei capitoli 13, 14 e 15 de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Nei tumulti di San martino la folla si dirige verso la casa del vicario. Renzo, nel tentativo di salvarlo, si espone e viene preso per un suo complice. A riportare l'ordine arriva Ferrer (1 pagine formato doc)

RIASSUNTO CAPITOLI 13, 14 e 15 PROMESSI SPOSI

Il vicario aveva cominciato a sentire le conseguenze della sommossa. Sulla sua tavola non era arrivato il pane fresco e lui stava facendo una digestione brusca e sofferta. D'un tratto sente venire delle voci, poi la voce possente della folla che si muove con il ritmo di un torrente inarrestabile. I servitori provvedono a chiudere porte e finestre e a barricarsi in casa: il vicario, preso da paura, si raccomanda a tutti e crede di trovare salvezza in soffitta. Renzo che, ormai, è entrato dentro la psicologia della folla si accorge che questa si muove per una richiesta di giustizia e decide di parteggiare per essa, ma non è d'accordo quando sente alzarsi delle voci che chiedono la morte del vicario. 

 
 

RIASSUNTO DEL TUMULTO DI SAN MARTINO

E ad alta voce, dichiara la sua disapprovazione. Scambiato per un partigiano del vicario, si sottrae alla folla solo perché l'attenzione generale è attratta da una voce annunciante l'arrivo del cancelliere Ferrer, l'amico del popolo: viene, dicono, a portare in carcere il vicario. Ferrer si affaccia agli sportelli della carrozza distribuendo sorrisi e gesti affettuosi di saluto: a tutti dà ragione, al cocchiere in spagnolo consiglia fretta e prudenza. Renzo viene a sapere che Ferrer è un uomo di giustizia, un persona che va bene anche per lui.Il cancelliere, giunto alla porta del palazzo del vicario, si fa aprire e, senza che la gente s'avveda, fa entrare nella carrozza il vicario ed inizia il viaggio di ritorno. Stavolta le cose vanno più rapidamente: i sorrisi si sprecano, la folla è più che mai certa che le cose stanno per cambiare. L'angoscia è tutta concentrata nel vicario che, in fondo alla carrozza, dice che vuoi tirarsi via dalla politica per andare a vivere in una montagna, in una grotta, a far l'eremita. La folla ora non è più compatta: si dirada e si ricompone in piccoli gruppetti a commentare e a fare pronostici. 

 
 

LA RIVOLTA DEL PANE NE I PROMESSI SPOSI

Si parla dell'accaduto, delle ragioni che vi stanno sotto, si manifestano propositi di ritorno per il giorno seguente. Renzo, eccitato per la nuova e straordinaria esperienza vissuta in quelle ore, prende la parola al centro di un gruppo di persone e, dal fatto milanese, risale al fatto personale, parla ad alta voce di ingiustizie, di prepotenze di certi tiranni, del tutto diversi da Ferrer, manifesta propositi di vendetta e di pulizia, avanza una proposta rivoluzionaria sull'alleanza di tutto il popolo per la restaurazione della giustizia. Tutti applaudono. Ma, ormai è buio, la gente si dispone a tornare a casa. Renzo si fa accompagnare in una trattoria vicina da un tale che si dimostra premuroso nei suoi confronti, ma, in realtà, questo è un informatore della polizia. Lì può mangiare e dormire. A tavola, lo sbirro riesce a fargli svelare le sue generalità con un tranello, favorito anche dal fatto che Renzo, per il molto vino che ha bevuto, non è più lucido.


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