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Promessi Sposi, primo capitolo: Riassunto primo capitolo de I Promessi Sposi (2 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da cronyx

I promessi sposi I promessi sposi Capitolo I Il romanzo si apre con una bellissima descrizione dei luoghi in cui si ambientano le primi fasi della storia. L'autore offre una descrizione del lago, dei monti, del fiume Adda, della città di Lecco e dei paesini circostanti come se li vedesse dall'alto. Al bel paesaggio si contrappone però la dura situazione delle regioni sottomesse alla dominazione spagnola, in un excursus sulla presenza, a Lecco, di una guarnigione di soldati spagnoli, dei quali l'autore ci presenta, con la sua solita sottile ironia, il comportamento vessatorio nei confronti della popolazione. La dolcezza con la quale viene descritto il paesaggio iniziale e con la quale il Manzoni descrive anche le violenze dei soldati stride, e crea un curioso effetto di ironica drammaticità. La descrizione del paesaggio riprende, ma questa volta il punto d'osservazione si trova sulle pendici dei monti circostanti, dove sta passeggiando Don Abbondio. La sua passeggiata prosegue tranquilla per un certo periodo di tempo, durante il quale l'autore fornisce un primo quadro psicologico del personaggio, deducibile dal suo modo di camminare, dagli avverbi che lo accompagnano (oziosamente, tranquillamente) e dal gesto di scansare con il piede i ciottoli che gli si parano davanti, metafora del suo abitudinario e tranquillo modo di vita. Ad un certo punto, la passeggiata del curato deve interrompersi di botto, per lasciare spazio all'episodio fondamentale che è all'origine della storia. Don Abbondio, arrivato a un bivio della strada, incontra due bravi che intendono parlargli. In questo caso, tanto il bivio, tanto l'assenza di strade laterali che permettano al curato di aggirare i due loschi figuri, sono due figure emblematiche che rappresentano sia la svolta che il colloquio con quelli porterà nella vita di Don Abbondio, sia l'insorgere di un problema apparentemente insormontabile, dal quale scaturiranno tutti gli eventi successivi (ossia Renzo e Lucia vogliono sposarsi ma Don Rodrigo è fermamente deciso a impedirlo). L'autore si sofferma sull'aspetto e l'abbigliamento dei bravi e cita le moltissime “gride”, ovvero disposizioni legali, emanate dai diversi governanti di Milano nel corso degli anni, al fine di estirpare il fenomeno della clientela dei bravi al servizio dei vari signorotti locali, commentandone ironicamente tra le righe, l'assoluta inefficacia. Come Don Abbondio si accorge che i due bravi aspettano proprio lui e che non ha scampo, si avvicina loro fingendosi tranquillo. I due bravi gli sbarrano quindi la strada e gli intimano di non celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, e lo informano di essere stati mandati da Don Rodrigo, un potente signorotto del luogo. Spaventato al nome di Don Rodrigo, Don Abbondio si dichiara più volte disposto all'obbedienza e i due bravi se ne vanno, lasciandolo sconvolto. L'episodio dà spazio all'autore per una digressione sul clima di violenza che caratterizza il Ducato di Milano Continua »

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