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Il realismo in Italia: Il bisogno di realtà nell’italia postunitaria, dal romanzo storico alla narrativa campagnola, la scapigliatura, il verismo: una realta’ regionale (2 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da bybagiu

L’insuccesso della prima guerra d’indipendenza porta ad un clima opaco e deluso. C’era il bisogno di un sano realismo che si muovesse nella logica delle possibilità effettive già rappresentato dalla politica cavouriana (’50-‘60). Nell’Italia appena riunita c’erano molti problemi some la forzata industrializzazione del nord e la “questione meridionale”. Nonostante l’unità, l’Italia era rimasta una somma di regioni ognuna con gravi ed urgenti problemi. Non esiste perciò una letteratura nazionale ed unitaria ma piuttosto una letteratura regionale. In questo quadro storico viene affermandosi il Verismo. Nasce la “narrativa campagnola” indicativa del passaggio dal romanzo storico al romanzo verista. Francesco Dall’Ongaro si impegna a cogliere una realtà campagnola polemicamente assunta contro il volto borghese della città. Caterina Percoto è impegnata a cogliere il rapporto città-campagna e a valorizzare i personaggi popolari. Importante la sua apertura verso i linguaggi locali e dialettali che considera come i materiali lessicali più autentici perché presi dalla lingua parlata. Ippolito Nievo parte da un’esperienza di letteratura campagnola per approdare ad un grande romanzo storico. Questa narrativa non presenta novità di rilievo; è ancora la formula del Manzoni a sopravvivere giustamente riadattata. Continua »

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