I sommersi e i salvati: riassunto per capitoli

Appunto inviato da edoardobaldinipi Voto 7

la "Zona grigia", i stereotipi, l'importanza della conoscenza del tedesco nei lager, la "memoria dell'offesa", l'intellettuale a Auschwitz, il sentimento della vergogna, "Violenza inutile" e "lettere dei tedeschi". Riassunto dei capitoli del romanzo di Primo Levi, I sommersi e i salvati (8 pagine formato doc)

I SOMMERSI E I SALVATI: RIASSUNTO PER CAPITOLI

Zona grigia. La ‘zona grigia’ è il secondo capitolo del libro ‘I sommersi e i salvati’. Il capitolo si apre con la descrizione dell’autore della zona grigia, la quale è una zona in cui si trovano gruppi di persone a metà tra i buoni e i cattivi. Levi esprime sin dall’inizio il suo dissenso verso la visione manichea di molti uomini. Questa visione  del mondo porta a una semplificazione troppo netta infatti gli uomini sono classificati o puramente buoni o puramente cattivi. Levi spiega che per questo motivo il calcio e il baseball e molti altri sport, sono molto seguiti, perché secondo le preferenze personali si tifa una squadra e si vede come nemica l’altra. L’autore afferma che nella vita di tutti i giorni le situazioni  non sono sempre semplici e poco articolate, per dividere i buoni dai cattivi. A questo proposito egli cita la propria esperienza  nel lager.

I sommersi e i salvati: recensione romanzo di Primo Levi


I SOMMERSI E I SALVATI RIASSUNTO DETTAGLIATO

Egli racconta che, quando si entrava nel lager, non si avevano punti di riferimento, non c’erano mai due gruppi fronteggiati. I nemici infatti non erano solo i soldati, ma anche coloro che fino a poco tempo prima erano amici o concittadini: nel lager eri solo contro tutti .  Questo distacco dalla vita quotidiana era incentivato anche dalla distruzione di qualsiasi forma di coraggio e ribellione con mezzi crudeli da parte dei soldati, quasi fosse il loro compito principale. Ma alla distruzione dei nuovi, ovvero  quelli appena entrati, era portata avanti anche  dagli ‘anziani’ ovvero coloro che erano nel lager da qualche mese e che vedevano nei ‘nuovi’ la loro vita precedente, ormai troppo lontana. Infine una categoria di prigionieri che Levi definisce ignobile  è quella dei ‘privilegiati’, ovvero coloro che in un qualsiasi modo erano riusciti a mantenersi più  in forze degli altri. Il loro compito era per lo più quello di incrementare le angherie e i soprusi nei confronti dei nuovi, in modo tale che l’ordine si mantenesse.

I sommersi e i salvati: analisi e riassunto


SOMMERSI E I SOPRAVVISUTI

I ‘privilegiati’ erano essenziali ai nazisti a causa della mancanza di personale che era impiegato sui fronti. Per impedire che questi tradissero una seconda volta, i nazisti li costringevano , a compiere azioni orribili in modo che rimanessero marchiati. Levi distingue due tipi di privilegiati: coloro che pur di avere una razione extra si davano da fare in compiti di relativa importanza, oppure inventati dal nulla , e coloro che dentro il lager disponevano di un vero e proprio potere. Un esempio di questa categoria di privilegiati erano i Kapos ( i capi delle squadre di lavoro), che possedevano un importante ruolo nell’amministrazione del lager. Questi avevano a disposizione molte informazioni riguardanti la struttura del lager e dei funzionari che vi lavoravano e quindi anche di quelli più corruttibili. Il potere di questi era enorme, infatti non era raro che un prigioniero venisse picchiato e torturato a morte da un kapos. Questa situazione durò fino al 1943; dopo questo anno a causa della scarsità di mano d’opera i kapos potevano picchiare i prigionieri, ma in maniera tale che questi potessero continuare a lavorare.