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Analisi dettagliata del Simposio di Socrate: I. Discorso di Fedro; Discorso di Pausania; Primo intermezzo e discorso di Erissimaco; Secondo intermezzo e discorso di Aristofane... (5 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da shivan102

Il Simposio Il Simposio E' uno dei dialoghi narrati, e da persona che ne aveva udito il racconto da un'altra, cioè uno dei dialoghi della forma più artisticamente elaborata. Un tale, in nome proprio e di altri amici, prega Apollodoro, seguace e ammiratore di Socrate, di narrargli la conversazione che su Eros s'era svolta tra Agatone, Socrate, Alcibiade e altri in occasione di un banchetto offerto dal primo per celebrare con certa solennità la vittoria riportata nell'agone tragico. Apollodoro risponde d'esser pronto a farlo, tanto più che non molto prima aveva già avuto occasione di narrarla a uno dei suoi conoscenti, un tal Glaucone, che gliene aveva chiesto strada facendo, nel salire dalla propria casa di Falero verso Atene; e spiega che quella conversazione aveva avuto luogo molti anni prima, che a lui era stata riferita da Aristodemo, un altro grande ammiratore di Socrate, il quale vi era stato presente e sulle cui informazioni egli aveva poi chiesto chiarimenti e conferma a Socrate medesimo, e aggiunge che il ripeterla gli fa gran piacere, perché gli sembra che il discorrere di filosofia sia la sola cosa che metta conto di fare. E comincia dal dichiarare che avrebbe ripetuto il racconto di quel banchetto proprio così, come l'aveva udito da Aristodemo. Aristodemo aveva incontrato Socrate di una insolita eleganza e, chiestogliene il perché, aveva saputo che s'era fatto bello a quel modo per recarsi, bello da un bello, al convito che Agatone dava a una cerchia ristretta e scelta di amici. Sollecitato dal maestro, Aristodemo acconsente a recarvisi anche lui. E s'incamminano. Ma per via Socrate di tanto in tanto rimaneva indietro, tanto che quando lui, Aristodemo, giunse nella sala da pranzo, amabilmente accolto dal padrone di casa, si accorse che il filosofo non lo aveva seguito. Socrate sopraggiunge soltanto quando la cena è già a metà e prende posto accanto ad Agatone. Finita la cena, si fanno le libagioni di rito e, quindi, i convitati, tra i quali c'erano il poeta Aristofane, il medico Erissimaco, Fedro, Pausania e alcuni altri, si volgono al bere. Allora Pausania osserva che il giorno precedente, nel banchetto della vittoria, offerto sempre da Agatone, ma al quale Socrate non aveva partecipato, si era bevuto anche troppo, che sarebbe stato bene perciò di risparmiarsi per quel giorno, e bere, se mai, come e quanto a ciascuno piacesse. Aristofane è del medesimo parere, Erissimaco, accennando ai danni dell'ubriachezza, rincalza l'opinione di Pausania, e Fedro, che in fatto d'igiene pende dalle labbra dell'amico medico, raccomanda anche agli altri di uniformarsi al parere di lui. Così, dal momento che tutti sono d'accordo su questo punto, Erissimaco, riprendendo la parola, propone che, congedata la suonatrice, si trattengano a ragionare; e tenendo conto di una osservazione fattagli più volte da Fedro, che cioè, mentre tutti gli dei avevano trovato poeti e prosatori che ne celebrassero le lodi, di Eros, un dio tanto antico e tanto potente, nessu Continua »

TAG: aristofane PERSONE: socrate
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