La poesia lirica italiana nasce in Sicilia, alla corte di Federico II di Svevia, e si diffonde poi in Toscana. Tuttavia, le sue vere origini ci portano in Francia, dove si concentravano due tipi di letteratura: quella epico-narrativa, nel nord della Francia, scritta in lingua d’oil, e lo stile lirico delle poesie d’amore legate all’ambiente cortese nel sud, in particolare in Provenza, dove si scriveva in lingua d’oc.
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La letteratura provenzale ha il massimo vigore intorno all’XI e XII secolo; essa è ambientata in una corte, un ambiente molto differente da quello italiano, ormai consolidato nei comuni, fatta eccezione per la corte del regno Normanno a Palermo.
La corte soggetto di questo tipo di poesia è quella di un signore feudatario che ha giurato fedeltà al suo re, divenendo vassallo. In questo ambiente abitano i cavalieri, le donne di corte; pochi sono i religiosi, per cui la corte si può definire un ambiente laico, i cui valori sono la nobiltà di sangue, alla quale consegue quella dell’animo.
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I rapporti di onestà, fiducia, cortesia e fedeltà del feudalesimo diventano simbolici anche per l’amore cortese.
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