Gaio Giulio Cesare: riassunto vita e opere

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L'età di Cesare e il suo profilo culturale. Breve riassunto sul grande condottiero della storia romana, Giulio Cesare (4 pagine formato doc)

GAIO GIULIO CESARE: RIASSUNTO VITA E OPERE

L’età di Cesare. Cesare fu una figura di grande rilievo storico, al punto che diede il nome ad un particolare periodo della storia romana che si è soliti chiamare come “età di Cesare”, una fase di decadenza della res publica, caratterizzata da importanti mutamenti politici, sociali e culturali (filosofici e letterari). È un periodo quindi di grandi trasformazioni politiche, determinate dal fatto che le magistrature repubblicane, prima caratterizzate da un’ampia partecipazione popolare, vengono esautorate dall’affermazione di forme di potere monarchico, con la comparda sulla scena di tentativi di uomini politici che tendono ad accentrare tutto il potere politico, civile, religioso e militare nelle loro mani.
Questa età di Cesare si fa iniziare convenzionalmente nel 60 a.C., con il primo triumvirato e lo si fa terminare nel 44 a.C., cioè l’anno della morte di Cesare, ma sotto il profilo politico si è soliti fare iniziare l’età di Cesare circa un ventennio prima, grosso modo quindi nell’80 a.C, quando con le lotte tra Mario e Silla si gettano le basi per la futura evoluzione in senso monarchico delle strutture repubblicane.

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VITA DI GIULIO CESARE

Tale evoluzione politica ha avuto delle ripercussioni in campo sociale e culturale, concretizzatesi nel disinteresse del cittadini rispetto alla vita politica, alimentato anche dalla convinzione della classe politica dirigente. Quindi sotto il profilo culturale si assiste alla produzione di opere di carattere individualistico, quindi all’affermazione del filone intimistico e scientifico, e sotto il profilo filosofico si assiste all’affermazione dell’epicureismo (orientamento filosofico proveniente dalla Grecia ellenistica caratterizzato dall’esortazione al disimpegno politico (il famoso “vivi di nascosto”) per raggiungere la cosiddetta atarassia, cioè l’assenza di turbamento e di sconvolgimento interiore) , di contro allo stoicismo precedentemente imperante. Significativo ed emblematico di questa trasformazione è il fatto che i letterati non sono più di origine umile, di bassa estrazione sociale o provenienti dalle province dell’Impero, ma saranno di origine aristocratica, proverranno da Roma o province latine e potranno dedicarsi all’otium letterario o perché sono ricchi o perché hanno di che vivere.

Giulio Cesare: vita e opere del condottiero romano


GIULIO CESARE: RIASSUNTO LETTERATURA LATINA

A fronte dello sconvolgimento dei valori tradizionali, si genera un disorientamento generale e una crisi che sconvolgono non solo i cives, ma anche i letterati, e a questa crisi ogni uomo di cultura propone una propria soluzione; per cui vedremo in questo periodo Catullo, che si rifugia nella poesia d’amore, Lucrezio, che si rifugia nella filosofia epicurea, Cicerone, che sarà combattuto tra l’impegno attivo in politica e la seduzione dell’otium letterario, Sallustio, che dopo aver abbandonato la vita politica, medita sulla corruzione della classe politica dirigente. Quindi assistiamo ad una letteratura priva di denominatori comuni.
Dopo Sallustio, compare la figura di Cesare. Cesare fu un abile condottiero e un valido uomo politico che ebbe vastissimi interessi culturali, persino linguistici. Ciò perché l’abilità oratoria era strettamente connessa all’attività politica. Cesare fu colui che inoltre inflisse un duro colpo alla res publica con la dittatura a vita nel 45 a.C. Cesare apparteneva ad una nobile famiglia aristocratica, soprattutto la gens iulia.
Nonostante ciò scese in campo politico schierandosi per il partito dei populares, secondo una scelta azzardata, perché, essendo lui un aristocratico, avrebbe dovuto schierarsi per gli optimates.

Giulio Cesare: biografia


GIULIO CESARE IMPERATORE

Questa scelta fu dettata più che da reali convinzioni personali, dall’opportunità di fare carriera politica e inoltre perché gli optimates avevano già un capo, cioè Pompeo, ed erano appoggiati dal Senato. Nonostante questa ripartizione del potere, nel 60 a.C. Cesare, Pompeo e Crasso danno vita al primo triumvirato che, rispetto al secondo, è un accordo privato, finalizzato alla spartizione del potere. Pompeo si allea con Cesare perché il Senato non aveva concesso la distribuzione delle terre ai suoi veterani di ritorno dall campagne in Oriente. Nel 59 a.C., sulla base di questo accordo, Cesare viene eletto console e il primo atto fu quello di distribuire le terre ai veterani di Pompeo, in maniera tale da rinsaldare il legame del primo triumvirato. Nel 58 a.C. Cesare ottiene un incarico proconsolare della durata di 5 anni nell’Illirico (Gallia Cisalpina) e una nella Gallia Narbonese. La data del 58 a.C. è importante perché dal 58 al 51 a.C. occupa la Gallia, operazione che gli diede una grande visibilità agli occhi dei romani. I rapporti in seno al primo triumvirato si alterarono quando morirono Crasso e le figlie di Crasso.