FOSCOLO - ROMANTICISMO - MANZONI - LEOPRADI: Approfondimeti sugli autori Foscolo Manzoni e Leopardi e sulla nascita dei partiti storici di destra e sinistra e il quadro politico europeo 1870-1900. (34 pagine formato doc)

VOTO: 8 Appunto inviato da valentinapa

UGO FOSCOLO UGO FOSCOLO Cattaneo definisce Foscolo uno sradicato che da' all'Italia una nuova istituzione: l'esilio. In effetti nella vita di Foscolo tutto è provvisorio, egli è dominato da un'instabilità che lo porta sempre altrove, alla ricerca di nuove sensazioni e d emozioni. C'è dietro questa irrequietezza un io inquieto, che si lascia trascinare dalle occasioni più varie, rifiutando ogni legame sociale e familiare. Tutta la sua vita viene quindi vissuta in funzione delle proprie esigenze. Tale concentrazione su di sé non può non ricordare la figura del libertino settecentesco, ma rispetto al suo distaccato cinismo, essa trova in Foscolo elementi morali, storici, sentimentali e passionali. Il poeta , infatti, rivendica il valore assoluto della propria personalità attraverso un giudizio negativo del mondo e la dolorosa acquisizione delle proprie contraddizioni. Tale individualismo per il suo spessore morale e critico può essere definito, per stendhaliana memoria, EGOTISMO. Tutto il suo vitalismo è volto infatti ad imporre il proprio esistere e il proprio sentire individuale, rafforzato comunque da valori fortemente vissuti e sentiti. La sua volontà di farsi sentire e di intervenire sulla scena storica, di giudicare il mondo e di modificarlo, lo spinge ad assumere l'impegno del libero scrittore, non asservito ai potenti. Determinanti sono dunque le esperienze amorose. L'amore viene vissuto da una parte come sublimazione ed esaltazione di sé nel culto della bellezza, dall'altra come abbandono a forze distruttive. Rispetto al reale mediocre e meschino, la donna gli appare come ENTITA' SUPERIORE E ASSOLUTA, eppure nell'incontro con la donna l'io sperimenta , ogni volta, l'incapacità di trovare quiete. Ogni azione, ogni sentimento è in Foscolo talmente eccessivo da apparire artificioso e forzato. In una lettera ad Antonietta Fagnani Arese egli dice: “Chiamami Romanzo”, tutto ciò che fa deve essere osservato. A tale provvisorietà delle esperienze di vita corrisponde anche l'interminabile apertura di ogni opera foscoliana, sempre a causa dell'insaziabile desiderio di perfezione e consapevolezza di instabilità esistenziale. Tuttavia questa ricchezza di interessi viene bilanciata dalla predilezione per alcuni motivi costanti che rimandano a certezze e valori positivi. Come faranno anche Manzoni e Leopardi, Foscolo nella sua concezione del mondo segue le dottrine materialistiche e meccanicistiche dell'Illuminismo, secondo le quali il mondo è fatto di materia e sottoposto ad un processo incessante di trasformazione da leggi meccaniche, senza un fine ideale. L'uomo, come ogni altro elemento naturale, è sottoposto a tale dissolvimento, perché è solo materia. Foscolo se da un lato accetta la valenza razionale di tale dottrina, non riesce però a trovare in essa ottimismo e serenità, quanto invece pessimismo e disperazione. Foscolo non riesce ad arrendersi all'arida e sterile idea di non poter lasciare alcun segno di sé nel mondo, in cui vive; l Continua »

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