Pensiero Del Pirandello - Riassunto di Letteratura gratis Studenti.it

Pensiero del Pirandello: Il pensiero del Pirandello si fonda sul rapporto dialettico tra vita e Forma:Pessimismo pirandellino, concezione della vita e poetica dell'umorismo (4 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da dewarl

Pirandello PIRANDELLO Il pensiero del Pirandello si fonda sul rapporto dialettico tra vita e Forma. La vita, pur essendo continuamente mobile, per un destino burlone tende a calarsi in una Forma in cui resta prigioniera ed alla quale cerca di uscire , per assumere nuove forme senza mai trovare pace. Dal rapporto tra vita e Forma deriva il relativismo psicologico, che si svolge, per così dire, in due sensi: in senso orizzontale e riguarda il rapporto dell'individuo con gli altri e in senso verticale che riguarda il rapporto dell'individuo con se stesso. Secondo Pirandello gli uomini non sono liberi; ma sono come tanti pupi nelle mani di un burattinaio invisibile e capriccioso: il caso. Quando noi nasciamo ci troviamo inseriti per puro caso in una società precostituita regolata da leggi, abitudini, fissate in precedenza indipendentemente dalla nostra volontà. Inseriti in un determinato contesto o società a noi stessi assegnamo una maschera obbligandoci a muoverci secondo schemi ben definiti che accettiamo o per pigrizia o per convenienza senza avere mai coraggio di rifiutarli, anche quando contrastano con la nostra natura. Sotto la maschera il nostro spirito freme per la sua continua mutabilità, ma ci freniamo sia per non urtare contro i pregiudizi della società sia per la nostra tranquillità perché nel mondo mutevole ed enigmatico in cui viviamo, quella nostra Forma o maschera fissa è l'unico punto fermo al quale ci aggrappiamo disperatamente per non essere travolti dalla tempesta. Ma a volte capita che l'anima istintiva che è in noi esploda violentemente, in contrasto con l'anima morale, facendo saltare i pudori e i freni inibitori. Allora la maschera si spezza e siamo come un violino fuor di chiave, cioè stonato come un attore che si mette a recitare sulla scena una parte che nel copione non gli è stata assegnata. Ma anche in questo caso non abbiamo motivo di rallegrarci perché una volta usciti dalla vecchia maschera il senso di libertà che proviamo è di breve durata in quanto il nuovo modo di vivere ci imprigiona in un'altra Forma, diversa dalla prima, ma altrettanto soffocante ed allora tanto vale entrare nell'antica Forma: un ritorno che però si rivela impossibile per il continuo mutare della realtà. Secondo Pirandello quando l'uomo scopre il contrasto tra la Forma e la vita può reagire in tre modi. C'è infatti la reazione passiva, la reazione ironico-umoristica, e la drammatica. La passiva è quella dei deboli che si rassegnano alla maschera che li imprigiona, incapaci di ribellarsi o delusi dopo l'esperienza di una nuova maschera, è la reazione di Mattia Pascal nell'ultima parte del romanzo. Chi si rassegna sente la pena del vedersi vivere come se i suoi atti fossero staccati da sé ed appartenessero ad un'altra persona e vive perciò quel senso doloroso di una frattura tra la vita che vorrebbe vivere e quella che è costretto a vivere. C'è poi la reazione ironico-umoristica di chi non si rassegna alla maschera e visto che non se ne può libera Continua »

PERSONE: luigi pirandello
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