Il VI canto dell’intera Divina Commedia è dedicato alla politica. Nell’Inferno, vi è un’invettiva contro Firenze; nel Purgatori vi è un’invettiva contro l’Italia e nel Paradiso vi è un’invettiva contro tutto l’Impero. Nei tre canti Dante incontra tre personaggi che si differenziano l’uno dall’altro sia per il ruolo svolto (o non svolto) in politica, sia per le colpe e le pene subite nell’aldilà. Nel VI canto dell’Inferno, Dante e Virgilio si trovano nel terzo cerchio, in cui si situano le anime dei golosi. Esse, che in vita hanno ceduto ai peccati di gola e hanno vissuto attorniati da cibi raffinati, nel mondo dell’aldilà devono scontare la loro colpa stando in mezzo al fango puzzolente e ricevendo una pioggia pesante e fredda che non muta mai il suo ritmo, ma è sempre uguale e continua. Il guardiano di questo cerchio è Cerbero, un mostro a tre teste e tre gole “carinamente latra”, con enormi fauci, con la barba unta e atra che con le sue unghiate mani graffia, scuoia e squarta le sue anime. Quando Cerbero scorge i due visitatori, mostra loro le sue orrende bocche... Continua »