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Il barocco: Introduzione al barocco e biografia di Monteverdi (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da bendx

Untitled IL BAROCCO Con Claudio Monteverdi, si apre un nuovo periodo: il Barocco. In questo nuovo periodo, nacquero moltissime innovazioni, non solo nel modo compositivo, ma anche in campo strumentale e fruistico; ad esempio, nacque il basso continuo, il recitar cantando e la monodia. Anche il glorioso madrigale, fu coinvolto; infatti dovette accantonare la sua complessa natura polifonica e seguire la natura barocca: in stile concertante, con melodia con basso continuo e tendenza alla rappresentatività. Dal 1600 in poi, vennero inventati nuovi stili, tra cui la cantata, l'opera (che si sviluppa principalmente in Italia, successivamente in tutta Europa, a S. Pietroburgo e in Inghilterra), le orazioni (con Bach si svilupparono molto), e nel campo strumentale, il concerto e la sonata. Con la morte di Bach, nel 1750, si conclude il Barocco. CLAUDIO MONTEVERDI Claudio Monteverdi, nacque nel 1567 a Cremona, trascorse la sua giovinezza nella città natale. Ebbe un'istruzione tradizionale, e fu allievo del maestro di cappella della cattedrale di Cremona, Marc'Antonio Ingegneri. A soli 15 anni, a Venezia, usci il suo primo libro di mottetti a 3 voci nel 1582, intitolato: Le Sacrae Cantiuncolae, seguito in breve da Madrigali Spirituali, a 4 voci e Madrigali a Cinque Voci. Complessivamente, compose otto libri di madrigali. Tra il 1590-1591, fu assunto come violinista alla corte di Mantova, il cui maestro di cappella, era il noto fiammingo Giaches De Wert. Il duca Vincenzo Gonzaga, a cui Monteverdi dedicò il Terzo Libro di Madrigali, apprezzo il talento del giovane e lo nominò maestro della piccola cappella formata da egli stesso e da altri tre cantori. Alcuni musicisti, tra cui Monteverdi, dovettero accompagnare il duca durante una spedizione in Ungheria nella guerra contro i Turchi e successivamente nelle Fiandre, dove il duca si recò per cure termali; Monteverdi così, acquisto, anche le tecniche compositive fiamminghe. Tempo dopo, vennero pubblicati il Quarto e il Quinto Libro di Madrigali, che suscitarono l'accesa reazione di un teorico, il canonico bolognese Giovanni Maria Artusi, allievo di Zarlino. Nell'anno 1600, pubblicò un libro, il cui titolo è; L'artusi, overo delle imperfettioni della moderna musica. In esso, senza far nomi, criticò aspramente alcuni madrigali di Monteverdi, condannandone la spregiudicatezza nell'uso delle dissonanze e nella condotta delle parti. In risposta a questo, Monteverdi, pubblicò un'altro libro: il Quinto libro de Madrigali; Che doveva assumere il titolo: Seconda Prattica, overo Perfettione della moderna musica. La “Prima Prattica”, fu rappresentata dai grandi polifonisti, quali Ockeghem, Josquin, Willaert e lo stesso Zarlino. Della “Seconda Prattica”, l'inziatore fu Cipriano de Rore, seguito da Ingegneri, Marenzio, Wert, Luzzaschi, Gesualdo, e dai nuovi monodisti: Caccini, Peri, e Cavalieri. Nei suoi madrigali, Monteverdi, evitò di accostare l'uno dall'altro, episodi contrastanti; iniziò a guard Continua »

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