La febbre coloniale
Negli ultimi decenni dell'800 l'espansione coloniale divenne un obiettivo di politica nazionale. Alla penetrazione commerciale subentrò un disegno più sistematico di assoggettamento politico e di sfruttamento economico. Si cercò di imporre un controllo di territori vasti come Africa, Asia e del Pacifico, che divennero vere e proprie colonie(se l'amministrazione avveniva in modo diretto da parte dei conquistatori) o protettorati (se il controllo avveniva in modo indiretto cioè conservando gli ordinamenti presenti).
I territori che facevano parte delle potenze europee si ampliarono nel giro di pochi decenni, fra il 1876 e il 1914. Alla competizione coloniale si aggiunsero anche altri stati come la Germania, il Belgio, L'Italia, il Giappone e gli Stati Uniti.
I maggiori motivi di questa corsa alla colonizzazione erano sicuramente di interesse economico ma anche la conquista di materie prime a basso costo, la ricerca di sbocchi commerciali e l'accumulazione di capitali finanziari per investimenti nei territori d'oltremare. Le motivazioni politico-ideologiche erano una mescolanza di nazionalismo e di politica di potenza, razzismo e spirito missionario.
Continua »