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Destra e sinistra storica: Situazione dopo l'unità d'Italia ( formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da giorgiagrisendi

Il nuovo governo dell’Italia unita si trovò subito a dover affrontare i problemi relativi alle differenze tra le varie parti del paese. Gli uomini che composero la nuova classe di governo (la Destra storica), subito dopo l’unità d’Italia, si erano formati alla scuola cavouriana ed erano per lo più di origine piemontese, per questo motivo estranei alle diverse realtà che il territorio italiano presentava. C’era inoltre una forte distanza tra il “paese legale” e il “paese reale”, le classi dirigenti (compresa la Sinistra storica) erano molto ristrette e rappresentavano solo una piccola parte della popolazione, soprattutto a causa della legge elettorale piemontese, estesa a tutto il territorio, che dava il diritto di voto agli uomini che avessero compiuto 25 anni, sapessero leggere e scrivere e pagassero un’imposta annuale di almeno 40 lire.
Non esistevano inoltre dei veri e propri partiti, la politica era legata alla singola persona e alla sua capacità di esercitare influenza.
Il nuovo stato che il nuovo governo era chiamato a formare, doveva essere liberale, laico, moderato e liberista, secondo quella che era stata la politica di Cavour. Doveva essere dotato di un apparato amministrativo e burocratico e doveva essere inserito in una economia di mercato.
Per ottenere questi risultati, i governi attuarono una politica di accentramento, con una forte impronta statalista, deludendo le aspettative di autonomia soprattutto del meridione. Tale politica fu dettata anche dalla paura di spinte autonomistiche di stampo democratico, che sfaldassero l’unità territoriale appena conquistata.
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