Il regime fascista

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Le leggi fascistissime del 1925/26, La nuova legge elettorale plebiscitaria , Dai sindacati alle corporazioni, I patti lateranensi , politica economica di mussolini, politica coloniale: La conquista dell’Etiopia e le sue conseguenze (4 pagine formato doc)

Partito e stato
La violenza squadrista non era più necessaria vista l’efficientissima polizia segreta (OVRA). Mussolini trasformò quindi il partito in una struttura burocratica e gerarchica controllata dal vertice. Organo supremo era il Gran consiglio del fascismo, che dal 1928 acquisì anche compiti di rilevanza costituzionale.
Il regime fascista

Le leggi fascistissime del 1925/26
Mussolini a partire dal 1925 mirò alla fascistizzazione dello stato e della società. Punto di partenza di tale trasformazione furono le leggi “fascistissime” del 1925/26, ispirate dal giurista Rocco:
Il capo del governo fu reso responsabile solo di fronte al re (indebolimento  il parlamento non poteva discutere alcuna legge senza il preventivo consenso del governo
fu soppressa la libertà di associazione e la libertà di stampa
tutta le leggi sull’amministrazione dello stato fu affidata al governo
furono soppresse le autonomie locali (comuni), sostituendo ai sindaci i podestà nominati dal sovrano
furono chiusi i giornali antifascisti
fu istituito il tribunale speciale per la difesa dello stato
vennero eliminati dalle amministrazioni pubbliche coloro che si rifiutavano di prendere la tessera fascista
divenne obbligatoria l’iscrizione al partito

La nuova legge elettorale plebiscitaria
Con questi provvedimenti il potere legislativo (parlamento) risultò totalmente subordinato all’esecutivo (governo). Il parlamento finì per assumere una funzione solo formale, ulteriormente accentuata dalla legge elettorale del 1928 che prevedeva che l’elettore potesse solamente dire si o no a una lista di 400 candidati designata dagli organi superiori del fascismo.