La Dittatura Di Silla: Riassunto Di Storia Antica - Riassunto di Storia gratis Studenti.it

La dittatura di Silla: riassunto di storia antica: Nell'82 sconfitti i seguaci di Mario a Porta Collina, Silla prende il potere a Roma: riassunto sulla dittatura di Silla (8 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da larry15051990

LA DITTATURA LA DITTATURA DI SILLA Prima di partire da Patrasso per l'Italia, SILLA scrisse al Senato, annunciandogli le vittorie ottenute in Asia, la pace imposta a Mitridate e il suo ritorno. Si lamentava però delle offese recate alla sua famiglia e ai suoi amici e terminava esprimendo il proposito di rimettere l'ordine a Roma, assicurando che non avrebbe fatto alcun male ai "buoni" cittadini.Giunta a Roma la lettera, i "cattivi" capirono benissimo che cosa li aspettava se tornava Silla; e così il partito che era al potere si preparò alla difesa. Si raccolsero soldati dal Sannio, dall'Etruria e dalla Lucania e si formò un esercito di circa duecentomila uomini. Ma questa gente per lo più costretta ad ubbidire erano elementi eterogenei e indisciplinati, con i quali non si sarebbe potuto tener testa ai "professionisti" delle agguerrite e fedeli legioni di Silla.CINNA, sempre al consolato, nell'inverno del 84, condusse quell'esercito raffazzonato, ad Ancona per prendere il mare e recarsi incontro al rivale, ma le truppe si rifiutarono d'intraprendere una navigazione in quella stagione e, poiché il console voleva obbligarle ad imbarcarsi, si ribellarono e l'uccisero.Il suo collega console GNEO PAPIRIO CARBONE, reso prudente dalla sorte toccata al collega, promise all'esercito che sarebbe rimasto in Italia e lo trasferì ad Arimino (Rimini).Dopo la sospensione di quattro anni, tornarono ad esserci le elezioni consolari, e all'inizio dell'anno 83, furono eletti L. CORNELIO SCIPIONE e CAJO NORBANO, e mentre Carbone si recava nella Cisalpina in qualità di proconsole, i due neoletti si prepararono ad ostacolare il ritorno del vincitore di Mitridate.SILLA, intanto, sbarcato indisturbato a Brindisi, assicurò la popolazione delle sue intenzioni amichevoli ed impedì alle truppe ogni atto ostile. Fu per l'esemplare contegno del suo esercito, che le città dell'Apulia gli aprirono le porte e così il generale riuscì senza incontrare ostacoli procedere verso Roma.Durante il cammino, le sue schiere s'ingrossarono di volontari italici cui egli prometteva la cittadinanza e di partigiani suoi sostenitori, elementi che Mario e Cinna avevano costretto ad andare in esilio. Dalla Liguria, Silla fu raggiunto dal figlio del "Numidico", Q. METELLO PIO; con lui vi erano alcuni che militavano nel partito della democrazia: L. FILIPPO, Q. LUCREZIO OFELLA e il senatore P. CETEGO. Un buon contingente di truppe le condusse CNEO POMPEO, il giovane figlio di Strabone che era passato al partito aristocratico perché i democratici lo avevano minacciato di confiscargli gli averi se non restituiva il bottino che - secondo loro - il padre aveva sottratto per sé ad Ascoli. Il giovane Pompeo lungo il percorso aveva sconfitto alcune truppe inviate del pretore L. GIUNIO DAMASIPPO. Quando si unì, Silla lo accolse simpaticamente chiamandolo "imperator". A contrastare invece il passo a Silla si presentarono nella Campania i due neo consoli SCIPIONE e NORBANO. Il primo mise il campo presso Teano, Continua »

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