Le invasioni barbariche e l'inizio del Medioevo: riassunto

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Le invasioni barbariche e l'inizio del Medioevo: i barbari in Europa, la Chiesa e il monachesimo, Bizantini e Longobardi in Italia, l'impero bizantino, l'Islam, l'impero di Carlo Magno, autonomia, società e cultura nell'età carolingia (4 pagine formato doc)

LE INVASIONI BARBARICHE E L'INIZIO DEL MEDIOEVO RIASSUNTO

Dopo aver vissuto per secoli in una situazione di equilibrio con i popoli barbari stanziati ai confini, tra il IV e V secolo l’impero romano fu investito dalle loro migrazioni. I primi a muoversi furono i Visigoti che entrarono nell’impero d’Oriente: i Visigoti furono accolti all’interno dei confini, ma agli inizi del V secolo ripresero le loro scorrerie giungendo a invadere l’Occidente, attaccato contemporaneamente da Ostrogoti, Vandali, Alani e Svevi. Guidati da Alarico, nel 410 i Visigoti saccheggiarono Roma e successivamente si spostarono in Gallia, mentre anche la Britannia  era invasa da denti barbare e i Vandali conquistavano Cartagine.
Nel 450 fu la volta degli Unni, che si abbatterono sull’Occidente a ne devastarono ampie regioni sino alla morte del loro re Attila. Nel 454 penetrarono in Italia i Vandali, che l’anno seguente espugnarono e saccheggiarono Roma.

Le invasioni barbariche e la fine dell'Impero romano d'Occidente: riassunto


INVASIONI BARBARICHE RIASSUNTO BREVE

Le invasioni barbariche e la deposizione dell’ultimo imperatore latino da parte del generale germanico Odoacre, segnarono la definitiva crisi della romanità in Occidente e l’inizio di un’altra fase della storia: l’età del Medioevo. Si tratta di una lunga epoca che si fa terminare con la scoperta del continente americano da parte di Cristoforo Colombo, nel 1492. Tale periodo storico, per lungo tempo è stato rappresentato come un’epoca di decadenza, ma la moderna storiografia tende oggi a rivalutarlo e a interpretarlo come una fase complessa, ricca di fermenti e di trasformazioni che hanno contribuito a dare forma alla civiltà europea.

Inizio del Medievo: riassunto


INVASIONI BARBARICHE NELL'IMPERO ROMANO

Le incursioni dei barbari segnarono l’inizio di una profonda crisi, che travolse l’Occidente europeo e che determinò  una vera e propria rivoluzione: politica, sociale, economica e culturale. Il calo demografico, la cadenza del commercio e delle città, la diffusione di un paesaggio dominato della foresta furono altrettanti fattori che contribuirono alla nascita di un nuovo tipo di economia, fondato sulle attività agricole e sullo sfruttamento delle aree forestali. Si formarono insediamenti umani circoscritti, coincidenti con le ville, in cui gli uomini si ritirarono a vivere.

Medioevo storia: riassunto


I BARBARI E L'IMPERO ROMANO

I barbari in Europa. Alla fine del V secolo d. C.  nell’impero d’Occidente ormai interamente occupato dai barbari. Si formarono i regni “romano-barbarici”. Nella maggioranza dei casi, i sovrani barbari per governare cercarono la collaborazione della classe dirigente locale: l’aristocrazia barbara gestiva il potere militare, mentre l’amministrazione pubblica rimase nelle mani della popolazione romana. Le tradizioni giuridiche dei barbari si affiancarono al diritto romano, subendone l’influenza. In campo religioso l’arianesimo dei barbari convisse generalmente con il cattolicesimo dei romani.
Tra V e VI secolo in Italia si stanziarono gli Ostrogoti, di cui divenne re Teodorico. Formalmente subordinato dell’impero d’Oriente, Teodorico creò un vasto regno che si estendeva su Italia, Dalmazia, Pannonia, Norico, Rezi e Provenza. Egli mirava l’antico splendore dell’impero romano d’Occidente, ma il suo progetto entrò in crisi sul terreno religioso: quando, nel 518, l’imperatore d’Oriente Giustino I riaffermo il cattolicesimo come religione ufficiale. Alla morte di Teodorico, nel 526, il regno si avviò alla dissoluzione.