La luna e i fal?title> La luna e i fal?ont> Cesare Pavese Anguilla ?itornato dall'America dopo la seconda guerra mondiale nel suo paese nativo, Genova. Qui rincontra Nuto, migliore amico della giovinezza. Con lui ripercorre un passato lontano e pieno di sofferenze e visita le cittadine, le valli dove trascorse i suoi anni migliori lasciandosi trasportare dai ricordi di giovinezza. Egli ritorna a Gaminella, dove aveva passato i primi anni della sua vita; il casotto appartiene ora al Valino, uomo burbero e violento, insieme con lui convivono due donne e un bambino rachitico, anch'egli bastardo che si chiama Cinto. Insieme a questo rivisita i beni abbandonati tanti anni prima. Camminando lungo la ferrovia Anguilla si ricorda di quando era in America e cercava di trasferirsi in Messico. I due morti ritrovati dal Valino provocano molte chiacchiere in paese; la gente e il prete si schierano contro i partigiani e i comunisti, suscitando l'ira di Nuto. Il racconto ora passa alla descrizione della sua giovinezza. Anguilla dovette andare a lavorare, ancora tredicenne, alla cascina della Mora, dove impar? fretta un gran numero di mestieri.Il padrone, sor Matteo aveva tre figlie bellissime: Silvia, Irene e Santina che erano l'oggetto del desiderio del giovane. Ma egli ?olo un servo e il suo amore sar?empre nascosto. Il protagonista crebbe giocando con gli altri giovani servi della Mora e socializz?prattutto con uno pi?ande di lui, Nuto. I suoi unici divertimenti si fondavano nella lettura e nell'ascoltare i racconti popolari di cui Nuto era un grande conoscitore. I ricordi portano il narratore all'epoca in cui anch'egli aveva conosciuto l'amore, quando si trovava a Genova. Amava Teresa, la domestica di casa ed era felice, ma cap?he era destino che non continuasse. In America ne aveva trovata un'altra, Rosanne, bastarda come lui, con la quale aveva ritrovato la felicit?ma solo per qualche mese; ella lo aveva abbandonato in cerca di gloria. Di ragazze Anguilla ne aveva conosciute tante altre, ma Silvia e Irene erano rimaste per sempre impresse nella sua memoria. Allora le giovani avevano numerosi pretendenti. La lunga serie di ragazzi con cui le due corteggiavano nei campi comprendeva Arturo, figlio di un medico, e un suo amico toscano, che non furono accettati dal sor Matteo; Cesarino di Canelli, un inetto ma ricco, e un motociclista padrone di terre a Crevalcuore; nuovamente Arturo finch?on sembr?e Irene dovesse morire di tifo. Della Mora non rimaneva pi?lla. Anche il protagonista stesso si accorge di essere cambiato, trasformato dal viaggio; e mentre rende partecipe delle sue riflessioni anche Nuto, ansimando li raggiunge Cinto, che ?convolto. Il Valino, in preda all'ira ha appiccato il fuoco alla casa, ucciso la cognata frustandola con la cintura, ha bruciato viva l'altra donna, Cinto si ?alvato perch?o ha minacciato con un coltello; infine l'assassino si ?olto la vita impiccandosi. La narrazione riprende da dove si era fermata; il motociclista lasci? Sil Continua »