Luca Cassina Scheda di lettura di “1984” Titolo: 1984 Autore: George Orwell (1903-50) Edizione: Oscar Mondadori (MI) , 1993 Prima edizione: 1949 Breve riassunto: il romanzo è diviso in tre parti che, pur avendo tra loro una continuità temporale, sono incentrate su tre diversi e ben distinti temi: nella prima viene fatta la conoscenza con quel mondo chiamato Oceania e con i due suoi rivali o alleati (a seconda dei casi), Eurasia ed Estasia. Si viene così a sapere che quindici anni fa il mondo sarebbe dovuto essere stato diviso, secondo l'autore, in questi tre superstati, dei quali il primo governato da un Partito che si presenta al popolo con l'immagine del Grande Fratello, un capo supremo che tutto vede e tutto sa grazie ai teleschermi e che punisce coloro le cui idee (bastano anche solo quelle) si discostano da quelle imposte dal potere attraverso un efficientissimo corpo di polizia. Sotto questo regime ogni cittadino è spogliato della propria personalità e deve vivere secondo i dettami del Partito, pena la morte, inflitta dopo una conversione forzata, perché nessuno, finché in vita, si possa opporre al potere costituito. Non esiste una realtà oggettiva, il presente, così come il passato e il futuro, sono controllati dall'alto attraverso quattro ministeri (della Verità, dell'Amore, dell'Abbondanza e della Pace) che lavorano incessantemente allo scopo di modificare ogni documento storico a favore del Partito, di infondere nella popolazione amore nei confronti del Grande Fratello e odio verso i nemici, chiunque essi siano, di scovare e scoperchiare ogni tentativo di rivolta verso il Partito e via dicendo. Anche il protagonista, Winston Smith, lavora in uno di questi ministeri, quello della Verità, ed ogni giorno si trova alle prese con enormi quantità di scartoffie da correggere per fare in modo che ogni avvenimento passato venga descritto esattamente così come vogliono dall'alto. Egli però disprezza il suo lavoro, non è capace di arrendersi alla menzogna, non può dimenticare come si sono svolti realmente gli avvenimenti a cui, in passato, lui stesso ha preso parte, e per di più, casomai dovesse riuscire a compiere un atto del genere, non può proprio dimenticare di aver dimenticato. È così che comincia la sua lotta interiore contro il Partito, una scelta molto pericolosa, ma che non riesce ad evitare. In pubblico non si può esporre, non può dare a vedere il suo vero punto di vista, perché sarebbe troppo pericoloso, sarebbe impensabile di non venir scoperto con tutti i teleschermi e le Spie sparpagliati qua e là in ogni dove e, una volta scoperto, andrebbe incontro a punizioni crudelissime. Così il suo primo atto di ribellione è un diario, un piccolo quaderno di fattura antica sul quale incomincia ad annotare i suoi pensieri, i suoi ricordi ed ogni cosa che gli passi per la mente e reputi degna di essere tramandata, nonostante il Partito magari ne neghi la esistenza. Il secondo atto che compie (seconda parte), più coraggioso ed eclatan Continua »