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La chimera, Vassalli: analisi del romanzo "La chimera" di Sebastiano Vassalli.(4 pagg., formato word) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da vary

I Libri recensiti per voi I Libri recensiti per voi A cura di Antonio De Leo   La chimera di Sebastiano Vassalli, romanzo “La chimera” può essere classificata tra le prime opere della maturità di Sebastiano Vassalli, uno dei personaggi di maggior rilievo nel panorama letterario italiano della seconda metà del `900. Le origini del romanzo si riscontrano nel “Gruppo 63”, al quale appartenevano numerosi letterati italiani del nostro secolo, che si distinguevano per la ricerca di originali forme linguistiche e strutturali. Con “La chimera” Vassalli mostra di aver concluso questa fase di studio sicuramente in favore di forme più tradizionali, per dedicarsi alla produzione di romanzi storici frutto di accurate ricerche. Egli offre in essa un quadro nichilistico della realtà storica, una visione pessimistica, quindi, che emerge anche in altre sue opere contemporanee. Rumore, violenza ed egoismo sono gli aspetti del nostro vivere moderno, alimentati dalla cultura dei media che matura la convinzione di un mondo che si incammina irreversibilmente verso il degrado. Il migliore atteggiamento con il quale l'uomo può porsi nei confronti di una società satura di falsi valori è quello di non averne. E' questo in parte l'approccio di Sebastiano Vassalli con il suo romanzo, che rappresenta un filo conduttore tra il presente e il passato, in questo caso quello di una giovane ragazza che in nome di estremi ideali religiosi si trasforma nella mitologica chimera che sputa fuoco, con testa di leone, corpo di capra e coda di serpente, capro espiatorio di una società in crisi. Ma la chimera è anche un sogno fantastico, l'illusione di perdersi in un mondo antico, di vagheggiare un luogo ancora inalterato dalla negatività dell'uomo, e scoprire però che questo non esiste e non è mai esistito, perché l'uomo era, è, e sempre sarà uomo. E sempre esisteranno anche persone come Antonia, colpevole solo di essere un'esposta in un mondo in cui gli esposti non sono uomini degni di tale nome, di essere bella in un mondo in cui la bellezza è sintomo di un intervento diabolico, di essere sensibile davanti alla terribile visione della povertà e della sofferenza umana. Cresciuta in un convento insieme ad altre esposte, il suo destino sembra essere già segnato a partire da tutta una serie di brevi ma significativi eventi che la accompagnano fino al giorno della sua esecuzione. Già il suo primo incontro con il vescovo Bascapè, quando ella è ancora esposta e viene scelta grazie alla sua bellezza per recitare una poesia di benvenuto al “grande” personaggio ecclesiastico, termina con un deludente svenimento di Antonia. Per quanto riguarda il suo vivere quotidiano nulla fa pensare però che possa essere diversa da tutte le altre esposte, se non fosse per il fatto che la sua “eccessiva” bellezza la rende poco predisposta alla benevolenza di coloro che si recano presso il convento alla ricerca di una compagna, una figlia, o semplicement Continua »

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