De Amicitia di Cicerone: riassunto

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De Amicitia di Cicerone: riassunto breve del dialogo filosofico scritto tra l'estate e l'autunno del 44 a.C. (3 pagine formato doc)

DE AMICITIA DI CICERONE: RIASSUNTO

Relazione sul libro “De Amicitia” di Cicerone. “L’amicizia” è un’opera composta da Cicerone in un momento su cui esiste incertezza e dispute tra gli studiosi. E’ ritenuto comunque probabile che il  saggio debba essere collocato negli ultimi anni (o addirittura negli ultimi mesi) di vita del suo autore, quando questi era già oggetto di persecuzione da parte della fazione politica che aspirava ad assumere l’eredità di Cesare; persecuzione che si concluderà con il suo assassinio, ad opera di un sicario inviato da Antonio,  nel 43 a.C.
Cicerone sin da giovane si interessò alla filosofia sia romana che greca, soprattutto se questa poteva migliorare in maniera concreta la vita di tutti giorni. Tuttavia Cicerone scriverà di filosofia  in prima persona soprattutto al tramonto della sua carriera politica, quando ormai già avanti con gli anni  si avvicinava alla fine della sua vita.  In precedenza infatti i suoi maggiori sforzi letterari erano stati destinati alla produzione di opere politiche, retoriche   e di famosi  resoconti giudiziari, quali l’orazione di accusa contro Verre e quella contro Catilina.

De Amicitia di Cicerone: scheda libro

LAELIUS DE AMICITIA: ANALISI DEL PERIODO

“De amicitia” è un’opera ancora oggi  discussa: oltre ai citati dubbi sulla sua datazione vi è controversia riguardo alla sua stessa  finalità. I critici e i letterati sono divisi infatti tra coloro che vedono l’opera unicamente come trattato  di carattere filosofico-morale  e tra chi ne  sostiene la natura, esclusiva o meno,  politica. A sostenere la prima   tesi sembrerebbe  la vita stessa di Cicerone: il “De amicitia” è stato sicuramente composto quando il suo autore, per decenni al centro della vita civile e del cuore del potere romano,  era ormai fuori della scena e gli ideali repubblicani cui aveva dedicato tanto sforzo erano irrimediabilmente al tramonto, per mano prima di Cesare e poi  di Antonio e Ottaviano: è allora verosimile che in tale fase Cicerone, deluso dalla storia e braccato dai suoi nemici, fosse  spinto a indagare  valori meno caduchi,  per i quali la vita è degna di essere vissuta.

De amicitia di Cicerone: trama

L'AMICIZIA PER CICERONE

Eccolo  infatti, con gli occhi maturi di un uomo che ha già vissuto il fiore degli anni, impegnato a cercare di “spiegare” l’amicizia, di darle un significato, un’origine, una ragione; ed ecco così che nella cornice di una lettera che l’autore stesso manda a un caro amico, Attico detto Tito, si sviluppa un dialogo tra Lelio, Scevola e Fannio. Questi ultimi due sono più giovani, più “inesperti” della vita  e si recano dal loro suocero, Lelio, per sapere come egli affronti la morte del suo amico più fidato, Scipione l’Emiliano. E’ qui che si inizia a parlare dell’amicizia e dei suoi valori: Lelio dice di soffrire per la perdita dell’amico, ma di gioire per lui, in quanto consapevole del fatto che Scipione ha vissuto la sua vita appieno e non ci sarebbe stato nient’altro che avrebbe potuto fare, oltre ad invecchiare e perdere la propria ragione. Il discorso da qui diventa più specifico, più impegnativo, più “maturo”: Lelio cerca di schiudere  i segreti l’amicizia, di capirla, e di raccontarla. Nel corso dell’opera sono molti i concetti che vengono espressi.