scheda libro - un anno sull'altipiano - emilio lussu: scheda libro: autore, riassunto, personaggio, punti principali/secondari, commento (2 pagine formato doc)

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Riccardo 2^ I Riccardo 2^ I Sbardellati 31-05-06 Schedatura del libro Titolo: Un anno sull'altipiano Autore: Emilio Lussu Emilio Lussu (Armurangia, Cagliari 1890 - Roma, 1975) combatté durante la Grande Guerra come ufficiale di fanteria della Brigata Sassari. Fondatore del Partito Sardo d'Azione (1919). Fu deputato nel 1921 e 1924 e partecipò alla secessione aventiniana. Antifascista, nel 1929 fuggì da Lipari con Carlo Rosselli e Fausto Nitti, coi quali a Parigi fondò il movimento “Giustizia e Libertà”. Fu tra i dirigenti della Resistenza e, nel dopoguerra, senatore nelle prime tre legislature. Presso Einaudi ha pubblicato: Marcia su Roma e dintorni e Il cinghiale del Diavolo. Questo romanzo racconta i fatti accaduti e vissuti dall'autore nell'anno tra il maggio del 1916 e il luglio del 1917. Dopo un breve riposo ad Aiello i soldati della Brigata Sassari vennero chiamati a combattere sull'Altipiano di Asiago. Essi erano entusiasti di non dover più fare guerra di trincea, e speravano in azioni strategiche montagne. Per i primi tempi fu così, ma quando gli austriaci definirono un fronte compatto i soldati, comandati dallo spietato e insano di mente generale Leone, furono costretti a trincerarsi a loro volta. L'assenza di artiglieria obbligava le compagnie a cimentarsi in assalti di scarso effetto, che procuravano sempre gravi perdite nelle fila dei militari italiani, come ad esempio l'offensiva dei tubi di gelatina o delle pinze per i reticolati. L'arrivo di alcuni pezzi di artiglieria permise di avviare un attacco contro il nemico, tuttavia con scarsi risultati; anche l'operazione con le corazze “farina” fallì miseramente. Anche il grande assalto preparato dal generale finì in fumo, e i pochi soldati rimasti dovettero aspettare il buio della notte per poter tornare all'interno delle proprie file. Seguì un periodo di riposo privo di attacchi, che ricominciarono in agosto, ma senza successi totali. Ai soldati fu concesso un periodo di riposo, durante il quale i battaglioni si rimisero in sesto, e al loro ritorno festeggiarono il trasferimento del generale Leone e l'arrivo di un nuovo comandante, il generale Piccolomini. Con l'inverno scese la neve e si ricominciò a parlare di azioni. Si mormorava di una mina che sarebbe dovuta esplodere la notte di Natale a mezzanotte sotto le linee italiane, ma per fortuna non brillò e i soldati poterono andare in licenza. La situazione critica richiamò ben presto i soldati al fronte, dove le temperature rigide costrinsero gli ufficiali a bruciare gran parte dei ponti e delle scale costruiti per un assalto speciale. Molti soldati, stanchi della guerra, insorsero e si ammutinarono, ma non quelli della compagnia di Lussu, e ben presto fu riportato l'ordine. Il ritorno in trincea fu accompagnato prima da una piccola rivoluzione operata da Ottolenghi, ufficiale di artiglieria, per scampare a un'azione, e l'otto giugno scoppiò la mina che non aveva brillato a Natale. Ciò portò una gran confusion Continua »

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