Come intenzione e come concezione esso è nato già fin dai giorni di Lager per il bisogno di raccontare agli altri, e di fare gli altri partecipi, questo per i prigionieri aveva assunto , prima della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari. Il libro è stato scritto in primo luogo a scopo di liberazione interiore per questo traspare durante tutta la narrazione il dolore, la sofferenza, la distruzione interiore e del fisico sotto le spaventose e disumane condizioni di vita imposte nel Lager. Questo libro secondo Levi ha anche un’altra funzione emotiva perché potrà fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano. Anche il titolo “Se questo è un uomo” dà al lettore la veste di giudice, poiché deve meditare se i prigionieri potevano essere considerati uomini o donne, che lavorano nel fango, che non conoscono pace, che lottano per un pezzo di pane, che muoiono per un si o per un no, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare. Le pagine "trasudano" di sofferenza, una sofferenza vissuta con la massima dignità che un "uomo" riesce a mantenere nelle condizioni nelle quali è costretto a vivere all'interno di un campo di concentramento. Continua »