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Breve critica personale del romanzo di Nick Hornby: "Un ragazzo" (1 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da cate182

Ho letto “Un ragazzo” durante le vacanze Natalizie. I primi capitoli li ho trovati abbastanza noiosi e la storia non mi prendeva, ma, verso la metà, il romanzo è riuscito a catturare maggiormente la mia attenzione ed ho cominciato a divorarlo, finendolo in breve tempo. Una delle cose che più mi ha colpita è lo stile “fresco e semplice” col quale scrive Hornby. Riesce a descrivere perfettamente ciò che provano i personaggi all’interno delle varie situazioni che si ritrovano a dover affrontare. Will Lightman è un po’ il Peter Pan della situazione, si rifiuta di “crescere”, non vuole addossarsi troppe responsabilità e nel peggio delle situazioni è sempre pronto a fuggire. Penso che ci sia un po’ di Will in ognuno di noi. Chi non ha mai desiderato non avere responsabilità? Chi non ha mai scelto la via più facile e breve per raggiungere il proprio obiettivo? Così è Will e così siamo un po’ tutti. Certo, se avessi ereditato io tutti quei soldi probabilmente non sarei più qua a Modena, ma in qualche su qualche calda isoletta con un gran cocktail in mano e un paio di amiche! Non uscirei mai a cena con Will perché potrebbe rivelarsi un po’ noioso, preferirei andare con lui in un Pub, o in qualche altro posto dove ci si possa divertire. Will non mi è sembrato (almeno da come l’ha dipinto Hornby) il tipo di persona che potrebbe riuscire ad attirare la mia attenzione conversando, magari andando in qualche luogo “di svago” dove non è costretto a mantenere un certo atteggiamento si lascerebbe più andare, Continua »

PERSONE: nick hornby
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