Il punitore di se stesso, Terenzio: Analisi della commedia di Terenzio, "Il punitore di se stesso" (3 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da antor89

Nel prologo, lautore non anticipa ci che accadr, ma si difende dalle accuse dei critici e dallincomprensione del pubblico. Non parla in prima persona, ma accenna a se stesso col nome di poeta. Menedemo, un sessantenne ricco ma infelice, confida a Cremete, suo vicino di casa, il motivo per cui si tortura a lavorare nei campi. Clinia, figlio di Menedemo, si era innamorato di una giovane povera, quando Menedemo era venuto a conoscenza del fatto, aveva reagito con violenza, tanto da far fuggire il figlio in Asia al servizio del Re. Da allora, il padre del giovane aveva deciso di risparmiare per il figlio, pur non sapendo se sarebbe tornato. Aveva venduto i servi e si era dedicato al duro lavoro dei campi, per punirsi di ci che aveva fatto. Cremete, dispiaciuto per il vicino torna a casa, dove incontra il proprio figlio che gli confida che Clinia tornato e ora a casa loro. Il padre vuole rinnovare linvito a pranzo che il vicino a rifiutato, per potergli comunicare la buona notizia, ma Clitifone (figlio di Cremete) glielo impedisce perch Clinia ancora sconvolto e non ha deciso se tornare dal padre, questo perch teme che Menedemo sia ancora arrabbiato. Continua »

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