Nato ad Eleusi (525 ca.), una cittadina distante circa venti chilometri da Atene, e morto a Gela (456 a.C.), tragediografo greco, con Sofocle ed Euripide massimo autore di tragedie della letteratura greca. Combatté attivamente nelle guerre persiane, fu a Maratona nel 490 a.C., a Salamina nel 480 a.C. e probabilmente a Platea l'anno successivo. Compì due viaggi, secondo alcune fonti tre, in Sicilia, sicuramente nel 471 presso la corte del tiranno Gerone, in onore delle celebrazioni per la città di Etna, presso Catania, dove egli aveva insediato il figlio.
Sulla sua morte c'è una curiosa leggenda: pare che un'aquila, catturata una tartaruga e non riuscendo ad aprirne il guscio per cibarsene, l'avesse lasciata cadere perché si sfracellasse sulle roccie, colpendo invece la testa del poeta. Alcuni punti di riferimento cronologici per Eschilo, infine, sono il 485, quando conseguì la prima vittoria, il 468 anno in cui ad Atene fu battuto nell'agone drammatico da Sofocle, e il 458 che vide il successo dell'Orestea e la partenza definitiva del poeta per la sicilia.
Continua »