L'ultimo libro che ho letto è stato quello scritto da Josè Giovanni ed intitolato "Il solitario delle nevi". Esso è stato pubblicato dalla casa editrice Reader's Digest. Prima di descrivere e narrare la vicenda di questo avvincente romanzo è bene avere qualche nozione sulla vita del suo autore. Josè Giovanni è un grande narratore, un grande scenografo ed un regista di successo.
La sua carriera letteraria è iniziata per caso: mentre stava attendendo il visto per poter rimanere in Australia, riportò su dei fogli tutti i ricordi della sua adolescenza. Scrisse così il suo primo romanzo "Le Trou". Il suo romanzo ebbe parecchio successo e spinto dall'entusiasmo iniziò a pubblicare vari romanzi polizieschi, nei quali i suoi personaggi compiono imprese sensazionali. È da questo suo modo di scrivere che, dopo vari documentari sui cani da slitta e sulle loro corse, scrive e fa pubblicare "Il solitario delle nevi". Attualmente vive in Svizzera, insieme ala moglie ed ai figli, non scrivendo più alcun romanzo.
Il romanzo è composto da 100 pagine divise in cinque capitoli. Si divide essenzialmente in tre parti caratterizzate ognuna da vicende diverse. È composto perlopiù da sequenze descrittive, narrative ma anche da alcuni dialoghi. Il narratore è esterno ed è di tipo onnisciente, ciò fa si che ci sia una focalizzazione di tipo esterna. È ambientato nel rigidissimo inverno dell'Alaska, tra i ghiacciai e i monti ricoperti di neve.
Il protagonista è un ex professore universitario, Dan Murphy, che abbandonò la sua carriera da professore per dedicarsi totalmente alla salvaguardia delle specie in via d'estinzione nella regione a nord del Circolo Polare Artico. Questo suo atteggiamento gli fece anche commettere un omicidio che gli fece passare parecchi anni in prigione. Esistono inoltre parecchi deuteragonisti come i coniugi Leeve
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