Tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo i pittori dell'area anglosassone, sia del nuovo che del vecchio mondo, iniziarono ad interessarsi alla rappresentazione di paesaggi e panorami naturali, con l'intenzione però di comunicare qualcosa in più rispetto alla sensazione di serenità che generalmente comunica un paesaggio. J. Constable, paesaggista inglese che operò nella prima metà dell'800, rappresenta la natura secondo le sue suggestioni: l'impressione che si riceve ammirando un suo dipinto è di un panorama emozionato, nel senso che il sentimento umano da' valore all'ambiente naturale. In quadri come "Stonehenge", o in "Studio di marina con nuvole di pioggia", si può notare la pennellata emozionata, indefinita, in movimento costante e rapido, che riflette lo stato d'animo del soggetto.
La natura è assai mutevole, ma proprio per questo interessante ed emozionante. W. Turner, invece, nei suoi dipinti cerca di suscitare emozioni attraverso ciò che raffigura: il suo è un paesaggio emozionante, in cui la natura, accogliente o ostile che sia, è l'ambiente della vita, ed ha un rapporto attivo nella vita dell'individuo, perché con il suo dinamismo riesce a rapire l'animo umano e a scuoterlo. I paesaggi, nelle sue opere, sembrano dissolversi nella luce e nel colore (ad esempio "Tempesta di neve" o "Vesuvio"); la terrificante potenza delle forze della natura fa presagire imminenti catastrofi, mettendo così in risalto la fragilità e l'impotenza dell'essere umano.
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