Negli stati nazionale le costituzioni sono storicamente l'insieme delle regole condivise che consentono ai cittadini di conviv Negli stati nazionali le costituzioni sono storicamente l'insieme delle regole condivise che consentono ai cittadini di convivere pacificamente e alla comunità di assumere decisioni comuni in rapporto, sia ai problemi interni, che a quelli internazionali. Oggi anche l'unione europea, che è costituita da molti Stati, sta per avere una Costituzione comune. Che significato ha, per voi, questo evento? Quali principali problemi comuni pensate che l'unione potrà e dovrà affrontare sulla base delle regole comuni stabilite dalla Costituzione? Che cosa resta ancora da realizzare per fare dell'unione una compiuta “casa comune” degli europei e, insieme, un soggetto in grado di “pesare” davvero anche nelle vicende mondiali? La Costituzione europea, firmata a Roma il 29/10/04, pone esplicitamente fine alla struttura a “pilastri” che ha prevalso fino ad oggi nell'unione e le conferisce una chiara personalità giuridica. Il trattato, sottoscritto dai 25 paesi, è diviso in quattro parti: le prime due contengono una tangibile innovazione, mentre per le restanti si tratta, in realtà, di una codifica. Prima di addentrarmi nell'analisi, mi fermerò sul tipo di documento e sull'antitesi morfologica: ”Un trattato che adotta una costituzione europea”. È presente una chiara contraddizione, poiché il trattato è stipulato dalle nazioni per regolamentare problematiche di vario tipo, mentre la costituzione è la fonte sovrana del diritto di uno stato valida solo per quest'ultimo. L'accostamento di due vocaboli inconciliabili potrebbe sembrare erroneo, ma in realtà ricalca fedelmente la situazione europea: un'unione di paesi i quali rinunciano gradatamente alla propria sovranità per acquistarne una comune in grado di renderli più forti e coesi. Il termine trattato, però, ricorda ancora una decisione presa dal governo della quale i cittadini non si devono occupare ed è proprio per sfatare questo mito che l'art 1 inizia: “Sotto l'ispirazione dei cittadini….” come ad indicare una volontà comune mai controllata ufficialmente ma sempre monitorata. N'è un esempio il sondaggio eseguito da “La Stampa” pubblicato sul medesimo quotidiano giovedì 4 novembre 2004 dove si legge che quasi un italiano su due ha seguito in tutto o in parte la firma in Campidoglio del documento; otto su dieci considerano il Trattato un evento importante e augurano all'Europa di proseguire nel suo percorso, ritenendo concreta la possibilità di una più solida unione a livello politico. Con la nuova costituzione viene parzialmente raggiunto, nella parte I, l'obiettivo iniziale di semplificazione del sistema europeo; la II sezione, invece, integra la Carta che resta però un testo complesso, soprattutto in considerazione del III capitolo, contenente le disposizioni aggiornate relative alle politiche discendenti d Continua »
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